BATTIPAGLIA. Scontro totale tra Palazzo di Città e i residenti del quartiere Belvedere. La Giunta Comunale guidata dalla Sindaca Cecilia Francese ha approvato la deliberazione n. 96 del 12 maggio 2026, autorizzando l’impugnazione dinanzi alla Corte di Appello di Salerno della sentenza n. 2258/2026. Si tratta del provvedimento del Tribunale civile di Salerno che ha dato ragione ai 60 ricorrenti su 120 residenti del comparto Peep ex Iacp. La decisione della Giunta mette a rischio oltre 120 famiglie di assegnatari in diritto di superficie che, più di 20 anni fa, acquistarono regolarmente la propria casa. In caso di ribaltamento della sentenza in secondo grado, il Comune sarebbe autorizzato ad avviare le procedure esecutive di recupero di circa 13 mila euro nei confronti dei 120 nuclei familiari di Belvedere. La pretesa del Comune punta a coprire i maggiori oneri espropriativi derivanti dalle vecchie procedure ablatorie per la realizzazione del quartiere. La scelta dell’Amministrazione comunale di insistere per vie legali colpisce una platea di cittadini che non ha alcuna responsabilità nella vicenda. Gli acquirenti degli alloggi ex Iacp di Belvedere subiscono le conseguenze finanziarie di errori commessi a monte, oltre due decenni fa. La responsabilità della corretta quantificazione e della gestione del giusto indennizzo da corrispondere ai proprietari originari dei terreni espropriati è infatti da attribuire esclusivamente a chi, dal punto di vista burocratico e amministrativo, non ha saputo gestire la vicenda nei tempi e nei modi corretti. Ciò nonostante, l’Ente tenta oggi di rivalersi sui proprietari delle case per sanare un danno economico di cui i residenti sono totalmente incolpevoli. La proposta di impugnazione porta la firma del Dirigente del Settore 3 – Avvocatura, Avv. Ernesta Iorio. Nelle motivazioni tecniche poste alla base dell’atto, il dirigente legale contesta la decisione del Tribunale di Salerno. Secondo l’avvocatura comunale, la pronuncia di primo grado avrebbe omesso di valutare la portata del principio di neutralità finanziaria e del “perfetto pareggio economico” disciplinato dall’art. 35 della Legge 865/1971. Il Dirigente ha evidenziato che la sentenza del Tribunale rischia di produrre effetti di notevole impatto finanziario per l’Ente. Il rischio paventato dall’ufficio legale è quello di un effetto domino sugli altri giudizi già pendenti in materia, rendendo l’appello un atto ritenuto necessario a tutela degli interessi patrimoniali del Comune. Il provvedimento è passato a maggioranza, svelando una netta spaccatura interna all’esecutivo locale. Alla seduta del 12 maggio erano presenti 7 componenti della Giunta su 8. Hanno votato SÌ (Favorevoli): La Sindaca Cecilia Francese, la Vice Sindaca Maria Catarozzo e gli assessori Francesco Falcone, Elia Frusciante, Alfonso Accettullo e Pietro Cerullo. Ha votato NO (Contrario): L’assessore Paolo Palo, unico a opporsi formalmente alla linea dell’Amministrazione. Assente alla riunione: L’assessore Maria Citro. La delibera ha ottenuto l’immediata eseguibilità, incassando i pareri favorevoli di regolarità tecnica dell’Avv. Ernesta Iorio e dell’Ing. Carmine Salerno, unitamente al parere contabile del Dirigente Finanziario Dott. Giuliano Caso.










