BATTIPAGLIA – Rischio incendi boschivi, varata l’ordinanza sindacale che introduce prescrizioni e divieti tassativi in concomitanza con lo stato di grave pericolosità dichiarato dalla Regione Campania. Le misure resteranno in vigore dal 15 giugno fino al 30 settembre 2026. È vietata qualsiasi combustione di residui vegetali agricoli e forestali. Stop anche all’abbruciamento di stoppie ed erbe infestanti negli incolti, un divieto esteso in questo caso fino al 20 settembre. I divieti si fanno ancora più rigidi in prossimità delle aree verdi. Nei boschi e nei pascoli, e fino a 100 metri da essi, non si potranno accendere fuochi all’aperto. Vietato inoltre l’uso di motori o fornelli che producono faville, di apparecchi a fiamma per tagliare metalli e persino fumare o gettare sigarette accese. Per quanto riguarda i fuochi d’artificio, i razzi e le lanterne volanti, la distanza minima di sicurezza sale a 1 chilometro dalle zone boscate. L’ordinanza non si limita ai divieti ma impone precise azioni di prevenzione. I gestori delle grandi infrastrutture (come Ferrovie, Anas e Società Autostrade) e i proprietari frontisti dovranno ripulire scarpate e banchine da erba secca e rifiuti. I proprietari di terreni incolti o a riposo avranno l’obbligo di realizzare delle fasce protettive arate. Queste devono essere larghe almeno 5 metri lungo tutto il perimetro del fondo per bloccare l’avanzata delle fiamme. Regole simili si applicano alle strutture ricettive e ai campeggi in aree urbane o rurali esposte. Per loro vige l’obbligo di ripulitura della vegetazione per un raggio di 20 metri e la predisposizione di piani di evacuazione accessibili. I trasgressori rischiano sia le sanzioni penali previste dal codice penale per i reati di incendio (articoli 423, 423-bis, 449 e 650 c.p.), sia multe da un minimo di 25 euro fino a un massimo di 500 euro.











