UNISA. Inaugurato il nuovo Edificio C3 per il “Life Science Hub Laboratory”

Inaugurato ufficialmente al campus di Fisciano il nuovo Edificio C3 che ospiterà il “Life Science Hub Laboratory”. L’Edificio rappresenta un nuovo importante spazio per la Ricerca UniSA, ma anche un esempio di innovazione progettistica.  Infatti, con struttura portante intelaiata in acciaio, C3 è il primo edificio al mondo ad impiegare collegamenti trave-colonna equipaggiati con dissipatori ad attrito. Si tratta di una tecnologia antisismica innovativa, ideata dal Prof. Vincenzo Piluso del Dipartimento di Ingegneria Civile (DICIV), e sperimentata in laboratorio nell’ambito del progetto Europeo FREEDAM (RFCS 2015), che si è concentrato sullo sviluppo e la validazione di tali collegamenti innovativi progettati per resistere agli eventi sismici senza subire danni.

L’Edificio C3 – la cui direzione dei lavori è avvenuta in house da parte dell’Ufficio Tecnico di Ateneo, che ha curato anche la progettazione degli impianti tecnici, con collaudo del prof. Rosario Montuori – è stato cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito di un nuovo progetto, il progetto dimostratore DREAMERS (RFCS 2020), finalizzato ad avvalorare l’impiego pratico e le prestazioni avanzate dei collegamenti FREEDAM (“FREE from DAMage”), in un contesto di costruzione reale.
Al taglio del nastro del nuovo spazio, il Rettore Virgilio D’Antonio ha dichiarato: “Il nuovo edificio rappresenta un’avanguardia nell’edilizia del nostro Campus, testimoniando una capacità di sperimentare in loco. L’attenzione all’innovazione dell’Università si trasferisce immediatamente in quello che facciamo ogni giorno, anche nelle strutture che costruiamo e che dedichiamo alla ricerca e alla didattica”.

Il prof. Vincenzo Piluso, ideatore della tecnologia portante dell’edificio, ha aggiunto: “La particolarità di questo Edifico risiede nel fatto che è il primo edificio al mondo che utilizza la tecnologia FREEDAM, un sistema che lo rende totalmente antisismico e che funziona come i freni di un auto. L’energia del sisma si scarica sui dissipatori Freedam, e così la struttura resta indenne a tal punto da poter resistere – è stato provato da numerosi test – a terremoti di magnitudo 7, l’intensità del catastrofico sisma del ’95 di Kobe, in Giappone”

A seguire, il prof. Gianvittorio Rizzano, Delegato del Rettore a Edilizia, Infrastrutture e Patrimonio, ha sottolineato: “Il modello che vorremmo adottare per le prossime opere dell’Ateneo è proprio questo: a una edilizia di qualità frutto della collaborazione tra il nostro Ufficio Tecnico e le competenze dei Dipartimenti, con il supporto di professionisti esterni laddove necessario”.
“In questa nuova infrastruttura – ha ufficializzato il Prorettore Pietro Campiglia, responsabile della parte scientifica – abbiamo deciso di portare un progetto europeo che fa parte del consorzio europeo di infrastrutture di ricerca CERIC-ERIC, focalizzato in questo caso sul tema del Digital Twin, ossia la capacità di verificare l’evoluzione delle patologie. Lo spazio diventerà un punto di riferimento a livello europeo e sarà capace di ospitare ricercatori da tutta Europa”.

La presentazione del nuovo edificio è stata preceduta in mattinata da un seminario tecnico dedicato proprio alla tecnologia FREEDAM per la progettazione di strutture sismo-resistenti in acciaio a basso danneggiamento. Il seminario ha accolto interventi riguardanti le strategie di progettazione adottate, la sperimentazione effettuata in laboratorio, il “design assisted by testing ” e le prove di identificazione dinamica condotte in sito.

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