Emergenza Ospedale Battipaglia: la Cisl invoca la Regione. “Subito un tavolo permanente o sarà il caos”

BATTIPAGLIA — La gravissima crisi che ha colpito l’ospedale “Santa Maria della Speranza”, evacuato d’urgenza a causa di un preoccupante cedimento strutturale, si sposta rapidamente sul tavolo della politica e delle relazioni sindacali. Dopo lo sgombero forzato dei reparti — reso necessario per tutelare l’incolumità di pazienti, cittadini e personale sanitario — le principali sigle sindacali del territorio alzano la voce. In una nota congiunta, Cisl Salerno, Fp Cisl Salerno, Fisascat Cisl Salerno e Cisl Medici Salerno hanno chiesto formalmente la tempestiva convocazione di un Tavolo istituzionale permanente presieduto dalla Regione Campania. I sindacati condividono la scelta della chiusura preventiva, ma avvertono che il vuoto decisionale rischia di generare il caos nella Piana del Sele. “L’assenza di un coordinamento istituzionale rischia di alimentare incertezza tra cittadini e operatori sanitari e di compromettere la fiducia della comunità in un presidio strategico”. La richiesta perentoria alla Regione Campania è quella di assumere immediatamente la guida di questa delicata fase di transizione. L’obiettivo del tavolo negoziale, che dovrà vedere la partecipazione attiva della direzione generale dell’Asl Salerno, della sindaca di Battipaglia e delle stesse parti sociali, è chiaro e si articola in quattro punti inderogabili: Continuità assistenziale: garantire cure e servizi di qualità ai cittadini nonostante la chiusura dei reparti. Tutela del personale: proteggere le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella complessa riorganizzazione logistica. Monitoraggio costante: vigilare giorno per giorno sull’evoluzione dei rilievi tecnici alla struttura. Cronoprogramma pubblico: definire scadenze certe, trasparenti e accessibili a tutti per i lavori di ripristino dell’edificio. La Cisl sottolinea che la pianificazione della ripartenza deve avere lo stesso carattere d’urgenza che ha contraddistinto la macchina dei soccorsi durante l’evacuazione. Ogni giorno di ritardo nell’organizzazione non farà altro che aumentare i disagi per l’utenza e aggravare i carichi di lavoro, già al limite, del personale sanitario ricollocato. La palla passa ora a Palazzo Santa Lucia. I sindacati, dichiarando massima responsabilità e spirito collaborativo, restano in attesa di un riscontro urgente. La salute pubblica e la coesione sociale di un intero territorio dipendono dalle risposte che arriveranno nelle prossime ore.

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