Battipaglia – La qualità delle acque di balneazione del litorale resta una priorità assoluta per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Per fronteggiare l’annoso problema degli scarichi non trattati che minacciano il mare a Battipaglia e sul litorale salernitano, si è tenuto l’altro ieri un vertice d’urgenza in Prefettura. Al centro del tavolo, il completamento delle infrastrutture fognarie e di depurazione del comprensorio, con un focus mirato sulla sponda destra del Fiume Tusciano. Mentre sulla sinistra idraulica del fiume si registrano importanti passi avanti grazie ai nuovi collettori e al potenziamento del depuratore di Tavernola, la destra del Tusciano sconta ritardi cronici. I lavori del Grande Progetto di Risanamento ambientale (Comparto Attuativo V) – che coinvolgono i comuni di Montecorvino Rovella, Bellizzi, Montecorvino Pugliano e Battipaglia – risultano realizzati in gran parte ma bloccati da intoppi burocratici e rallentamenti operativi. L’impossibilità di attivare queste reti fognarie costringe il territorio a fare i conti con lo sversamento di reflui civili non depurati nei corpi idrici superficiali. Una ferita ambientale che non solo compromette la salubrità del mare e delle spiagge cittadine, ma espone l’intera area a una gravosa procedura di infrazione comunitaria da parte dell’Unione Europea. Per superare lo stallo e sbloccare le opere salvamare, l’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania ha annunciato una svolta strategica. Sfruttando i fondi dell’Accordo di Coesione Stato-Regione firmato a fine 2024, la Regione ha deciso di bypassare le lungaggini demandando il completamento dei tratti mancanti direttamente alla Direzione Regionale del Ciclo Integrato delle Acque.











