BATTIPAGLIA. Quindici minuti di sosta per ogni corsa, da inizio servizio fino alle 23:30. Quindici minuti interminabili in cui i motori restano accesi e i compressori dell’aria condizionata girano al massimo, sprigionando gas di scarico e un rumore incessante a pochi metri dalle finestre delle abitazioni. Accade in Viale della Libertà, al capolinea della linea bus n. 8 (direzione Salerno all’altezza del civico 4, e direzione Eboli nei pressi del civico 37/39), dove la pazienza dei residenti si è definitivamente esaurita. Dopo mesi di segnalazioni rimaste lettera morta all’area clienti della società di trasporti, i cittadini hanno deciso di unire le forze. Decine di residenti si sono costituiti nel comitato spontaneo “Iniziativa Popolare” e hanno ufficialmente conferito mandato a un legale. L’obiettivo è chiaro: presentare un esposto formale alla società che gestisce il servizio di trasporto pubblico, al Comando di Polizia Locale di Battipaglia e alla Sindaca del Comune di Battipaglia. Al centro della battaglia legale c’è il rispetto della salute pubblica e delle norme stradali. La condotta degli autisti, definita dai residenti un vero e proprio “intollerabile malcostume”, configura infatti una violazione diretta dell’articolo 157, comma 7-bis del Codice della Strada, che vieta esplicitamente di tenere il motore acceso durante la sosta per mantenere in funzione l’aria condizionata. A questo si aggiungono i profili di inquinamento acustico e atmosferico tutelati dal Testo Unico sull’Ambiente e dall’articolo 659 del Codice Penale sul disturbo del riposo delle persone. “Siamo stanchi di respirare smog a finestre chiuse e di subire questo inquinamento acustico dalla mattina presto fino a tarda notte,” spiegano i rappresentanti di Iniziativa Popolare. “Chiediamo solo il rispetto delle regole e del vivere civile. Se l’azienda non è in grado di vigilare sui propri dipendenti, saranno le autorità competenti a imporre lo spegnimento dei motori”. L’esposto punta a ottenere controlli mirati da parte dei vigili urbani e un provvedimento d’urgenza da parte del Comune e dei vertici aziendali. La palla passa ora alle istituzioni, chiamate a dare risposte concrete a un intero quartiere che rivendica il diritto di respirare e riposare.










