Battipaglia. Si chiude anzitempo l’era di Cecilia Francese alla guida della città capofila della piana del Sele. Dopo una seduta di Consiglio comunale ad alta tensione, durata circa quattro ore, la mozione di sfiducia presentata contro la prima cittadina è passata con 13 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto. Un verdetto che sancisce la fine anticipata di un’amministrazione che avrebbe dovuto concludere il proprio mandato naturale nella primavera del 2027. Il colpo di grazia alla giunta Francese è arrivato proprio da quattro esponenti della sua ex maggioranza, che ieri sera hanno deciso di unire le proprie forze a quelle dell’opposizione per decretare il “decesso” politico dell’esecutivo cittadino. La sfiducia arriva al culmine di una settimana convulsa, caratterizzata da riunioni frenetiche e tentativi disperati di mediazione. Nei giorni scorsi, nel tentativo di arginare la crisi, la sindaca aveva prima azzerato le cariche di Giunta e poi revocato formalmente tutti gli assessori. Una mossa strategica finalizzata a lanciare un appello alla minoranza, sperando in un “soccorso rosso” o istituzionale che potesse garantire i numeri per un governo di scopo o di fine mandato. L’obiettivo era chiaro: evitare a tutti i costi l’arrivo del Commissario prefettizio e traghettare la città fino alle prossime elezioni. Tuttavia, l’aula si è trasformata in un tribunale politico. Tutti e dodici i consiglieri di minoranza hanno respinto fermamente l’invito, dichiarando in modo compatto il proprio voto favorevole alla mozione. Secondo l’opposizione, il tempo a disposizione della Francese era ormai scaduto e l’appello alla responsabilità avrebbe dovuto essere rivolto ai dissidenti della sua stessa coalizione, piuttosto che ai banchi della minoranza. Inutili i tentativi dei fedelissimi della sindaca di porre l’accento sui rischi di uno stallo amministrativo. La maggioranza uscente ha difeso l’operato politico, sostenendo che l’interruzione anticipata avrebbe danneggiato i progetti in corso e la programmazione economica. Pronta la replica della minoranza, che è riuscita a strappare anche un tredicesimo voto decisivo dalle file avversarie: a loro avviso, i pochi mesi rimasti prima del voto non avrebbero comunque permesso di risolvere i nodi strutturali rimasti irrisolti in cinque anni di governo. Con il voto di ieri, Battipaglia segue il destino di altri importanti centri della Piana del Sele, come Capaccio, Campagna ed Eboli, anch’essi andati incontro allo scioglimento anticipato. Da oggi la città non ha più una guida politica; nelle prossime ore il Prefetto di Salerno nominerà il Commissario prefettizio che, presumibilmente tra lunedì e martedì, si insedierà al Municipio per gestire l’ordinaria amministrazione fino alle elezioni della prossima primavera. Da oggi in città si apre una nuova fase politica per la costruzione di un’alternativa a chi fino a ieri ha governato.










