BATTIPAGLIA — Trenta milioni di euro per il rilancio della Medicina Nucleare dell’ospedale Santa Maria della Speranza, ma con un’ombra pesante sulla reale convenienza pubblica dell’intera operazione. Il NurSind Campania, il sindacato delle professioni infermieristiche guidato a livello regionale da Antonio Eliseo (nella foto), ha deciso di vederci chiaro. Con una nota ufficiale, l’organizzazione sindacale ha infatti richiesto formalmente alla Regione Campania e all’Asl di Salerno l’accesso immediato a tutta la documentazione relativa al progetto di partenariato pubblico-privato. Per garantire la massima trasparenza e la tutela dei conti pubblici, la segnalazione e la richiesta degli atti sono state trasmesse per conoscenza anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e alla Corte dei conti. Al centro della dura presa di posizione vi è un investimento complessivo stimato dagli atti in 30.862.536 euro (oltre IVA). Il NurSind non mette in discussione l’assoluta necessità di riattivare un servizio diagnostico fondamentale per l’intero comprensorio salernitano, ma contesta apertamente la scelta della formula della finanza di progetto. La domanda posta dai rappresentanti dei lavoratori è netta: perché affidarsi a un soggetto privato invece di investire le risorse pubbliche nell’acquisto diretto dei macchinari e nell’assunzione stabile del personale? Il sindacato esige la consultazione del piano economico-finanziario per verificare la reale distribuzione dei rischi tra le parti e gli eventuali rendimenti minimi che verranno garantiti al concessionario privato, specialmente a fronte dell’utilizzo di beni e tecnologie pubbliche già presenti all’interno del reparto ospedaliero. L’altro fronte caldissimo della vertenza riguarda la gestione del personale sanitario. L’operazione solleva forti preoccupazioni sull’inquadramento contrattuale, sulle responsabilità e sui turni di infermieri, medici, tecnici, fisici sanitari e OSS. Il rischio concreto, secondo la sigla autonoma, è che l’impiego di personale pubblico nella nuova struttura possa impoverire e depotenziare gli altri reparti dell’ospedale di Battipaglia, già gravati da storiche carenze di organico. Rimangono inoltre da chiarire nodi gestionali strategici, come la titolarità della direzione clinica e i criteri di smaltimento delle liste d’attesa. Antonio Eliseo ha chiesto un incontro tecnico urgente prima che vengano assunte decisioni irreversibili: l’obiettivo finale deve essere quello di garantire alla sanità campana «più patrimonio, più competenze e maggiore autonomia».











