Battipaglia. Morte di Granese: medico a processo, prosciolto l’infermiere Bellucci. L’avv. Forte: “Estraneo alle scelte cliniche”

SALERNO. Si è conclusa davanti al GUP del Tribunale di Salerno, dott.ssa Valeria Campanile, l’udienza preliminare per la tragica scomparsa del battipagliese Luigi Granese, il paziente deceduto per infarto del miocardio il 16 marzo 2022, il giorno successivo alle dimissioni dal pronto soccorso dell’ospedale di Battipaglia. Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per il medico accettante e dimettente del pronto soccorso, R. A., mentre ha pronunciato la sentenza di non luogo a procedere per l’infermiere triagista Giancarlo Bellucci, per non aver commesso il fatto. L’inchiesta giudiziaria, coordinata dai Sostituti Procuratori Morris Saba e Maria Chiara Minerva, mirava a fare piena luce sulle presunte responsabilità dello staff sanitario in servizio quel drammatico 15 marzo 2022. Secondo l’impianto accusatorio iniziale, i sanitari avrebbero agito in cooperazione colposa, omettendo di trattenere il paziente in osservazione breve per ripetere i dosaggi della troponina ed effettuare ulteriori accertamenti clinici, come un nuovo ecocardiogramma e una radiografia al torace. Esami che, secondo la Procura, avrebbero permesso il tempestivo e salvavita ricovero di Luigi Granese presso una Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC), evitando le dimissioni precoci a domicilio con codice verde. La decisione del GUP ha delineato due posizioni processuali nettamente distinte. Per il medico del pronto soccorso dell’ospedale di Battipaglia, difesa dall’avvocato Angela De Martino del foro di Salerno, la magistrata ha ritenuto necessari gli approfondimenti dibattimentali, ordinando il processo. Al contrario, la posizione dell’infermiere Giancarlo Bellucci è stata completamente prosciolta. La tesi difensiva sostenuta dal noto penalista battipagliese Vincenzo Forte ha pienamente convinto il giudice: l’avvocato Forte ha dimostrato l’assoluta estraneità del suo assistito rispetto alle scelte cliniche successive e alle dimissioni finali del paziente, mansioni e responsabilità che competono unicamente alla figura medica operante nel presidio. Esce a testa alta dal procedimento l’operatore sanitario di Battipaglia, vedendo riconosciuta la correttezza del proprio operato nella delicata fase di accoglienza e assegnazione del codice d’accesso al triage. Il processo per omicidio colposo proseguirà ora nelle aule dibattimentali della Cittadella Giudiziaria per la sola dottoressa R.A., dove i familiari della vittima si sono regolarmente costituiti parte civile assistiti dall’avvocato Maurizio Dati.

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