Quindici tracce tra emozioni, cambiamento e radici napoletane, con le collaborazioni di Stefania De Francesco, MARGU, Bluombre e Alex. “Quello che volevo” è il primo album del cantautore e polistrumentista napoletano Gianni Negri, distribuito da TuneCore sulle piattaforme digitali. Un progetto che raccoglie esperienze, incontri e sensibilità diverse, trasformandoli in un racconto personale attraverso musica e parole. Il disco attraversa le relazioni, il bisogno di sentirsi accolti, il coraggio di cambiare e la ricerca della propria identità. La scrittura in italiano incontra la lingua napoletana, in un percorso che affianca la dimensione intima del cantautorato alla condivisione e all’attenzione per i temi sociali. Ad anticipare l’album è stato “Ho smesso”, un brano dedicato al cambiamento e alla scelta di lasciarsi alle spalle ciò che impedisce di andare avanti. “Rassicurami” racconta il bisogno di trovare un porto sicuro, mentre “Soltanto tu”, ispirato anche all’esperienza professionale dell’artista, porta nella musica l’ascolto e l’incontro con l’altro. “Non è amore” affronta il tema della violenza di genere, invitando a riflettere sulla distanza tra amore, possesso e sopraffazione. L’album si arricchisce di incontri artistici che contribuiscono a definire il carattere dei singoli brani. L’attrice e cantante Stefania De Francesco affianca Gianni Negri in “‘E vic’ ‘e Napule”, un incontro di voci legato alle radici e alla lingua della città. Al brano, così come a “Non è amore”, contribuiscono come autori il battipagliese Nikola Tsesmelis e Alberto Flavio Fulgoni. In “Dimmi se ti capita ancora”, Gianni Negri duetta con MARGU, nome d’arte di Francesca Marguccio. Il brano vede la collaborazione autorale di Federica Arcopinto. Bluombre partecipa a “Quando sorridi” e “La stessa musica”, attraverso una collaborazione che unisce interpretazione e scrittura condivisa. In “Parte di me”, la voce di Gianni Negri incontra quella di Alex, Alessandro Piscitella. Il brano è presente nell’album anche in una Solo Version, offrendo due interpretazioni della stessa canzone.
Quindici tracce tra emozioni, cambiamento e radici napoletane, con le collaborazioni di Stefania De Francesco, MARGU, Bluombre e Alex. “Quello che volevo” è il primo album del cantautore e polistrumentista napoletano Gianni Negri, distribuito da TuneCore sulle piattaforme digitali. Un progetto che raccoglie esperienze, incontri e sensibilità diverse, trasformandoli in un racconto personale attraverso musica e parole. Il disco attraversa le relazioni, il bisogno di sentirsi accolti, il coraggio di cambiare e la ricerca della propria identità. La scrittura in italiano incontra la lingua napoletana, in un percorso che affianca la dimensione intima del cantautorato alla condivisione e all’attenzione per i temi sociali. Ad anticipare l’album è stato “Ho smesso”, un brano dedicato al cambiamento e alla scelta di lasciarsi alle spalle ciò che impedisce di andare avanti. “Rassicurami” racconta il bisogno di trovare un porto sicuro, mentre “Soltanto tu”, ispirato anche all’esperienza professionale dell’artista, porta nella musica l’ascolto e l’incontro con l’altro. “Non è amore” affronta il tema della violenza di genere, invitando a riflettere sulla distanza tra amore, possesso e sopraffazione. L’album si arricchisce di incontri artistici che contribuiscono a definire il carattere dei singoli brani. L’attrice e cantante Stefania De Francesco affianca Gianni Negri in “‘E vic’ ‘e Napule”, un incontro di voci legato alle radici e alla lingua della città. Al brano, così come a “Non è amore”, contribuiscono come autori il battipagliese Nikola Tsesmelis e Alberto Flavio Fulgoni. In “Dimmi se ti capita ancora”, Gianni Negri duetta con MARGU, nome d’arte di Francesca Marguccio. Il brano vede la collaborazione autorale di Federica Arcopinto. Bluombre partecipa a “Quando sorridi” e “La stessa musica”, attraverso una collaborazione che unisce interpretazione e scrittura condivisa. In “Parte di me”, la voce di Gianni Negri incontra quella di Alex, Alessandro Piscitella. Il brano è presente nell’album anche in una Solo Version, offrendo due interpretazioni della stessa canzone.








