Battipaglia: Pareri non concordi, in consiglio comunale, sulla intitolazione di una strada o piazza all’ex segretario del MSI Giorgio Almirante(Salsomaggiore Terme, 27 giugno 1914 – Roma,22 maggio 1988). La proposta, proveniente dai banchi di una destra da definire pseudo, che non c’è più, non lascia scalpori sulla sua mozione, ne tanto meno indignazioni. Lo statista Missino, fa parlare ancora di se, da quella parte di destra, che nei fatti ideologici e nelle strategie attuative, non esiste almeno da 25 anni. Da quando il congresso di Fiuggi, definito “abiura” , altro non era che lo strappo definitivo col vecchio MSI e con i suoi ideali legati alle ceneri del vecchio movimento corporativo il cui capo indiscusso era BENITO MUSSOLINI. Una storia ancora viva e che molti non potranno dimenticare. E così i “cosiddetti camerati” come di incanto, svanirono e svestirono i panni della coerenza ed abbracciarono la nuova formazione di un partito mascherato da “conservatore”, ma fortemente anti-fascista; ovvero, gli stessi contro le idee per le quali avevano combattuto sino ad un istante prima. Come se uno schiocco di dita li avesse svegliati da chissà quale ipnosi. E poi, magari, ci si trasforma in nazionalisti, ovvero, in coloro i quali fanno della dottrina della cosiddetta “destra”, l’insieme e la omogeneità di idee a supporto di una scienza e di un patrimonio culturale a difesa della nazione. Tutto questo, in verità, è svanito. Svanito in un pastone informe che lascia la famosa “destra”, quella storica e di idee corporative, solo nella mani e nei concetti di Forza Nuova e del Fronte Nazionale. La proposta quindi, da parte di un consigliere comunale, di Forza Italia, e di un movimento Liberale e liberal-capitalista, non ha nulla a che coniugarsi, con la intitolazione e la storia personale attuale di chi crede di riconoscersi in una destra che non esiste. Una destra che nei fatti concreti e politici non abita per niente. Certo è, che a contrastare la iniziativa sono i componenti dell’altra parte politica, che non è possibile definire di sinistra storica e che coglie al balzo, le boiate di una fazione politica contrastante con se stessa. Perché, ci si chiede di intitolare una strada o altro ad uno statista come Almirante, che ha la colpa di essere stato il rappresentante di una parte italica che era in netto contrasto con le idee dei partigiani! Perché magari, nessuno dice nulla se si chiede di intitolare una strada a Pertini, checchè , con fatti storici alla mano, fosse stato uno dei presumibili autori del lancio di alcune bombe a mano, sul camion dei nazisti che pattugliavano Roma allo sbando, dopo la caduta del fascismo? Ricordate i fatti di via Rasella? Orbene va segnalato che a causa di quel diniego a presentarsi al cospetto delle milizie naziste, le stesse patirono un eccidio di massa di ben 33 unità militari e quella azione fu compiuta dai GAP (Gruppi di Azione Patriottica) con a capo Giorgio Amendola che impartì l’ordine a Carlo Salinari,Franco Calamandrei,Rosario BentivegnaeCarla Capponi, di compiere quell’attentato.
In città, non se ne parla, non frega nulla a nessuno se la strada o la piazza debba essere dedicata o meno a Giorgio Almirante oppure a Stalin. La storia diviene un fatto speculativo, in virtù di una appartenenza che balza ad un’area politica all’altra a seconda delle occasioni da prendere al volo. La città di Battipaglia, unitamente alle componenti politiche, conferiscono poco peso alla proposta. Così come il dibattere in consiglio comunale solo ed esclusivamente come una proposta e nulla più. Un argomento all’ordine del giorno e basta, che passerà come uno dei tanti. Almirante ha di che rivoltarsi nella tomba. Con la storia attuale non ha nulla a che vedere. Il suo delfino, o forse squalo, che risponde al nome di FINI GIANFRANCO, era forse il degno erede e precursore di un tempo politico che stava involvendo ideologicamente. Ecco perché, anche la parte di sinistra, con Mirra e il segretario cittadino del PD, Davide Bruno, nulla hanno a che dire sull’intitolazione di una strada ad Almirante. Il problema non tocca nessuno. Solo un fatto speculare. Forse spetta all’ultimo “Balilla”, l’assessore Michele Gioia, il riconoscerlo in certe linee politiche appartenenti ad un’area riconducibile, in assise, ad una sua linearità coerente. Mentre va segnalato che le problematiche da affrontare in città sono ben altre e che volano ben al di sopra di una strada da intestare a chi ed a qualcuno. Almirante non sarebbe contrario a quanto su scritto. Sarebbe disgustato dal far sfruttare ed usare il suo nome, a proprio piacimento e come atto puramente speculativo. In città nessuno parla di questo argomento. Come dire: ME NE FREGO.












