Battipaglia. Impianto di Compostaggio, Alfonso Baldi spiega il perché della protesta

Perché protestare?  Il ciclo integrato dei rifiuti è gestito dalla regione che redige il piano regionale che a sua volta deve rispettare dei principi sanciti dalla normativa europea poi recepiti dal nostro parlamento, prossimità ed autosufficienza. QUESTI PRINCIPI SONO STATI DISATTESI. Quando siamo andati in regione abbiamo portato tra le altre cose questa istanza. Ci hanno risposto che siamo in piena emergenza perché paghiamo una sanzione di € 120.000 al giorno all’Europa. Non è proprio così ma lasciamo perdere il merito della questione. La cosa grave è che ogni emergenza viene gestita con provvedimenti sommari e non c’è mai il prosieguo per normalizzare la situazione: hanno emanato una legge che trasforma automaticamente tutti gli STIR in siti di compostaggio senza tener presente il carico ambientale; hanno baypassato la fase della partecipazione del pubblico facendo semplicemente una o più conferenze dei servizi all’insaputa dei cittadini; hanno autorizzato l’ampliamento del sito di compostaggio di Eboli senza la VIA ( Valutazione Impatto Ambientale) perché ritenuto non indispensabile ai fini autorizzativi in spregio ad un sacrosanto principio sancito dalla normativa europea 2008/1/CE  ( “ una modifica ad un impianto può essere fonte d’inquinamento “ )  (“modifica sostanziale di un impianto è soggetta a valutazione preventiva” ). Aggiungo: Il decreto autorizzativo per l’ampliamento del sito di compostaggio di Eboli è ancora nella fase di discussione e “ dovrebbe “ partecipare anche il pubblico ebbene anche noi di Battipaglia e di tutta la Piana del Sele siamo PUBBLICO ( def. “ una o più persone fisiche o giuridiche … o di gruppi di persone “. Addirittura la stessa normativa europea ed il testo unico ambientale prevedono che impianti che sono a confine tra stato e tra regioni devono essere oggetto di consultazioni transfrontaliere ed interregionali . Vuoi vedere che a noi verrà negata la possibilità di partecipare alle consultazioni che avverranno(?) nel comune limitrofo? Fino ad ora non siamo stati nemmeno chiamati. Non si può “ ridurre “ la fase di partecipazione ad una conferenza dei servizi fatta da soli tecnici e burocrati. Per questo dobbiamo protestare: non possiamo accettare un approccio al problema in modo semplicistico;  non possiamo accettare la mancanza di rispetto per un territorio che ha tra le sue eccellenze la filiera agroalimentare e le industrie lattiero-casearie; non possiamo accettare l’illiberalità dei metodi utilizzati; non possiamo accettare che si continuino a dare autorizzazioni per nuovi impianti di trattamento dei rifiuti.  

#orabasta 

Alfonso Baldi

Consigliere Comunale


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