La questione relativa alla spiaggia per disabili si deve inquadrare sotto due aspetti: a)Questione PIT BATT 3 (con Progetto “Città Inclusiva” della Consulta); b) Progetto “Mare da amare” dell’Amministrazione. Per semplicità la trattazione la divido per i suddetti punti: 1) Lo scorso anno il 29 marzo la Giunta con delibera n. 68 ha approvato di concedere un piccolo pezzo del litorale battipagliese (il Pit Batt 3, appunto) per facilitare la discesa a mare dei diversamente abili. Il tratto in questione restava spiaggia libera ma sarebbe stato dotato di una passerella per raggiungere il mare e dei servizi igienici a norma. Visto che il progetto della Consulta prevedeva una sinergia tra le associazioni, i volontari, i diversamente abili di ogni tipologia e la cittadinanza tutta, nella delibera era prevista una manifestazione d’interesse che il Comune avrebbe dovuto fare per individuare l’associazione (o le associazioni) che GRATUITAMENTE avrebbero dovuto occuparsi della permanenza e dell’assistenza delle persone che arrivavano sul PIT. Per questioni di tempo la manifestazione d’interesse non fu fatta ma comunque tutte le associazioni della Consulta avevano siglato un Protocollo d’intesa al fine di collaborare TUTTE INSIEME al progetto e dunque di far confluire le idee e le forze su quella spiaggia. Questo perché non vi è nessun interesse secondario da parte e delle associazioni e di chi, come me, ha intrapreso questa “battaglia”. L’unico scopo era ed è consentire a tutti di godere del mare, in questa città. Ad ogni modo, con molte difficoltà su questo Pit che fu affidato alla Protezione Civile, le associazioni hanno svolto in maniera autonoma la propria attività di volontariato, con l’aiuto delle varie Croci operanti in città (in particolare Croce Rossa, croce Verde, Misericordia, etc.). L’amministrazione è stata assente, al punto che per ogni difficoltà incontrato sono state protocollate dalla Presidente della Consulta delle richieste e dei solleciti (come per la pulizia dei bagni che, si ricorda, sono liberi e fruibili a tutti, e della spiaggia).
Oggi ci dicono che questo progetto non può continuare perché la spiaggia non può essere data in sub concessione e che le strutture create per i bagni (e per cui sono stati spesi soldi pubblici) sono abusive. Allora c’è da precisare che: – Già lo scorso anno si era arginato il problema della sub concessione con un affidamento del Pit alla Protezione civile, a cui sarebbe dovuto seguire un bando. (L’amministrazione ha letto quella delibera che ha firmato?) – Non chiediamo nessuna sub concessione in quanto per legge il comune ha l’obbligo di adibire spazi accessibili a tutti (ed in particolar modo ai diversamente abili) sul proprio litorale. Chiediamo solo che il Comune rispetti le leggi. – Se è noto dal 2013, come dice l’Ass. Cerullo, che su quel Pit ogni costruzione sarebbe abusiva, perché l’anno scorso sono state autorizzate le spese di costruzione dei bagni? Ad ogni modo una circolare ministeriale del 1990 (Ministero della Marina Mercantile) stabilisce che, per l’adeguamento del litorale alla l. 104/92 i Comuni possono presentare progetti anche in deroga a prescrizioni presenti e quindi, se il Comune si fosse mosso per tempo ed in linea con questa circolare, avremmo potuto adeguare quelle strutture e non farle essere abusive, visto che servono per adempiere ad un obbligo normativo. L’Amministrazione, a tutto ciò, non risponde. O meglio, dice cose che sono già presenti nella delibera dello scorso anno e nel progetto della Consulta.
(Giusto per onor di cronaca, Eboli in settimana delibererà che sul proprio litorale vi sarà un progetto molto simile a quello che a gran voce sta invocando la Consulta di Battipaglia e che si era fatto partire lo scorso anno. Ciò proprio perché Eboli, grazie al suo Disability Manager, si adeguerà a quanto impone la legge). 2) Il progetto presentato dall’Amministrazione sarebbe quello di chiedere ai lidi di concedere un paio di ombrelloni in maniera gratuita ai disabili. Su questo progetto in Consulta abbiamo sollevato delle Osservazioni, non per fare ostruzionismo ma perché avendo vissuto la scorsa estate le problematiche incontrate dai diversamente abili a mare sappiamo già cosa bisogna fortemente notare: – Oltre ai parcheggi, nei lidi saranno abbattuti tutti i tipi di barriere?
L’amministrazione risponde che sarà chiesto, nel bando che prepareranno, ai lidi di adeguare le loro strutture. Ma siamo sicuri che la maggior parte dei lidi aderirà e avrà la possibilità di adeguare le strutture (anche considerando che siamo già a maggio?) – E’ stata prevista una collaborazione con i volontari, visto che per i disabili (sia con disabilità motorie che psichiche) c’è comunque bisogno di una particolare attenzione? La risposta è stata negativa. – Il progetto è già scritto, visto che stiamo a Maggio? L’ass. Caracciuolo ci dice che hanno parlato con i gestori dei lidi, non c’è nulla ancora di scritto. Dunque abbiamo chiesto di visionare il progetto nero su bianco entro questa settimana, visto i tempi strettissimi che ci sono per l’inizio della stagione balneare. – Per evitare che i disabili debbano fare una via Crucis tra i lidi che aderiranno, come si stabilisce quali postazioni saranno libere? L’assessore risponde: i disabili BATTIPAGLIESI potranno avere per tutta la stagione estiva l’ombrellone riservato gratuitamente. E su questo punto, che l’intera consulta trova DISCRIMINATORIO, è la vera battaglia: TUTTI, al di là del tipo di patologia e della residenza, devono poter andare a mare. Le associazioni del territorio contano tra i propri partecipanti anche cittadini dei comuni limitrofi, perché vietare ad un gruppo di poter andare a mare assieme solo perché non residenti nella stessa città? Ed ancora … considerando che lo scorso anno sul PIT (che era una spiaggia libera, si ripete)c’è stata la possibilità di far conoscere appartenenti a varie associazioni, collaborando, ciascuno per le proprie abilità, anche insieme ai semplici fruitori della spiaggia libera (i semplici cittadini di Battipaglia che scendevano normalmente a mare in quel tratto si sono mostrati propensi e disponibili sia nell’aiuto pratico che nel fare amicizia e allietare le giornate ai ragazzi che venivano con le associazioni o con le famiglie), come si fa oggi a creare questa INCLUSIONE, se i disabili li dividiamo per lidi? Sia ben chiaro, io auspico una città che abbia ENTRAMBE LE ALTERNATIVE. Cioè ci deve essere la possibilità di andare a mare liberamente, trovando passerella e bagni adatti anche ai meno fortunati, così come ci deve essere la possibilità di andare in un lido e trovarlo a norma. Ma i progetti vanno studiati e ragionati, c’è bisogno di un serrato confronto con chi la problematica la vive. Vanno stabilite le tempistiche, vanno scalate le montagne burocratiche e combattuti tutti gli ostacoli. Vanno messe in campo idee e le stesse vanno difese anche se c’è la burocrazia a cui far fronte. La Consulta all’ass. Caracciulo ha chiesto di occuparsi di questa cosa già a Settembre. E’ impensabile che a Maggio siamo ancora in attesa di leggere un progetto che già adesso fa acqua da troppe parti.
Rossella Speranza
Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia










