Luigi Vitagliano è un giovane imprenditore battipagliese di 38 anni, fermo da due mesi per l’emergenza sanitaria, e costretto ad attendere il primo giugno per riaprire la sua attività di barbiere. Il suo negozio, Anelis Barber Shop, è diventato un’icona del settore a livello nazionale, un vanto per tutta Battipaglia.
Ciao Luigi. Quanto sono stati pesanti questi due mesi in quarantena, dal punto di vista dell’imprenditore e del padre di famiglia?
«Le uniche gioie arrivano dalla mia famiglia, stando a casa riesco a godermi i miei figli. Per quanto riguarda il lavoro, sono mesi difficili perché Anelis è di fatto un’azienda, e in quanto tale ha dei costi. Mi dispiace soprattutto per i ragazzi che lavorano con me, che sono in cassa integrazione. Per adesso non hanno visto un euro e non è giusto. Mi spiace dirlo ma mi sento abbandonato dallo Stato.»
L’ultimo Dpcm ha posticipato l’apertura per la vostra categoria al primo giungo. Ma in queste ore il Presidente Conte si è detto favorevole ad anticipare il rientro, se le condizioni lo permetteranno. Credi sia possibile?
«Con le dovute precauzioni si può aprire prima. Noi saremmo già pronti perché lavoriamo da tempo con le prenotazioni e in un ambiente costantemente sterilizzato.
Non sono d’accordo con chi propone di lavorare su una sola postazione. Nel mio negozio, ad esempio, si potrebbe operare su due postazioni piuttosto che quattro, alternando le sedute in mondo da mantenere una distanza di ben due metri e mezzo.»
Intanto in Abruzzo, il governatore Marco Marsilio, ha ufficializzato la riapertura delle attività artigianali nei servizi alla persona dal 18 maggio.
“Molte attività potranno riaprire, ma lo si dovrà fare in sicurezza- avverte Francesco Boccia, il ministro gli Affari regionali – e le Regioni che decideranno di farlo senza il rispetto delle linee guida Inail se ne assumeranno la responsabilità”.
Un negozio che adotta già da tempo tutte le misure di sicurezza. Un barbiere all’avanguardia dal punto di visto professionale e sui social. Quanto costa tutto questo lavoro?
«Già quattro anni fa ho installato la colonnina per disinfettare le mani, l’igienizzazione del negozio è una prerogativa di Anelis che si affida a Golmar per sterilizzazioni e lavaggi a garanzie del cliente. Sono consapevole di essere uno dei barbieri del Sud Italia più costosi. Sicuramente ce ne sono molti più bravi di me, tuttavia il prezzo non è dato solo dalle capacità di un barbiere ma anche da altri fattori. La qualità dei prodotti, del servizio, e l’esperienza che vive il cliente nel negozio, fanno di Anelis un’eccellenza.»
Sei un ragazzo battipagliese che ce l’ha fatta, possiamo dirlo! Inoltre, hai deciso di realizzarti proprio nella tua città con tutte le difficoltà del caso. Cosa consiglieresti ad un giovane battipagliese che si affaccia al mondo del lavoro?
«Si dice che nella vita il treno passa una sola volta, ma la cosa fondamentale, per me, è non scendere alla prima fermata. Ho viaggiato tanto, conosciuto molti colleghi, e vissuto tante esperienze. Così ho deciso di creare una mia app per gli appuntamenti. Sono stato il primo al Sud e ho ricevuto il merito di azienda innovativa dalla Confcommercio di Salerno. Poi tramite Hiro ho fatto il giudice di gara al Cosmoprof, per due anni consecutivi. Ma l’esperienza che porto nel cuore è quella ad Hong Kong dell’anno scorso, dove ho tenuto un corso per barbieri. Mi emoziono ancora oggi al solo ricordo. E sono orgoglioso di aver fatto tutto da battipagliese. Ad un mio concittadino direi di coltivare la propria passione qui, in modo da far maturare e crescere qualitativamente il territorio. È importante spendere creatività e impegno a favore di una Battipaglia migliore.»
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