“È un dato di fatto che dagli inizi degli anni 90 l’ASI si è impegnata ad
alimentare normative tese a complicare l’insediamento delle imprese e le
attività presupposte, mediante normative e regolamenti che si
dichiaravano nelle enunciazioni per facilitare i condomini industriali,
nei fatti però, partendo dal presupposto che in mancanza di regole
esistevano margini ampi circa la libertà di impresa, ha definito un
complicato sistema di controllo delle iniziative che ha di fatto
impedito e complicato la vita degli insediati e il rilascio dei N. O.
Questo sistema di controllo è stato poi gravato dalla duplicazione delle
competenze in materia e l’impresa è stata costretta a subire tempi
oceanici per trovare soluzioni al proprio insediamento. Il Presidente
dell’ASI sa bene che ha sufficienti poteri per semplificare la vita
delle imprese e sa altrettanto bene che il governo dell’ASI ha violato
costantemente le riforme introdotte dalla legge 241/90 circa la
semplificazione; quelle inerenti il “Procedimento Unico” istituito con
il SUAP; la direttiva BOLKSTAIN circa la liberalizzazione. Ciò ha
determinato l’insofferenza degli imprenditori a un sistema burocratico
teso a determinare perdite di tempo e di chance: due elementi che
secondo gli analisti economici nazionali e internazionali sono limitanti
della competitività. E il problema centrale dello sviluppo produttivo,
economico e occupazionale italiano resta quello di una scarsissima
produttività in ordine al tempo del lavoro che pesa sia sulla capacità
d’impresa che dei salari. L’ASI nei presupposti istitutivi era nata per
incentivare lo sviluppo produttivo (Area di Sviluppo Industriale) mentre
nei fatti è divenuto un carrozzone con interessi e ruoli di agenzia
immobiliare che ha prodotto anche pessime periferie ed agglomerati
industriali senza una preventiva pianificazione di dettaglio. Fatto che
è sotto gli occhi di tutti. A meno della principale via Brodolini che
prosegue con il viale delle industrie tutto l’impianto viario restante e
derivato risulta caotico, occasionale e approssimativo, seppure l’intero
vasto comparto risultava in origine una unica distesa di terreni liberi
in cui si sarebbe potuto disegnare con regolarità un impianto generale
razionale ed efficiente. Oggi tecnici, avvocati amministrativi di sicuro
affidamento e cultura, politici e imprese che criticano il sistema
consolidato di potere fine a se stesso sono additati dal Presidente ASI
come cattivi consiglieri di quanti NON INTENDONO RISPETTARE LE REGOLE IMPOSTE DALL’ASI. Ma, a ben vedere è l’ASI e quanti la affiancano che non intende rispettare le norme e le leggi di rango superiore. Il mio è un invito schietto ed onesto ad un uomo, un professionista, un
presidente, Antonio Visconti, che stimo, che non ritengo responsabile
delle scelte vessatorie perpetrate da troppo tempo da tutti coloro che
l’hanno preceduto. Abbandoni le difese d’ufficio e metta mano ad una
sana denormazione che attui la semplificazione, la liberalizzazione
degli usi per lo sviluppo economico e produttivo. In pratica lo invito a
convenire in un semplice protocollo d’intesa che impegni tutti, Comune
ed ASI a:
1- Liberalizzare il regime degli usi;
2- liberalizzare l’insediamento dei condomini produttivi per minimizzare
i costi insediativi, i costi gestionali e incentivare la collaborazione
d’impresa;
3- delegiferare semplificando il quadro normativo con pochi articoli
circa le norme edilizie e quelle circa i caratteri d’impresa;
4- obbligare la burocrazia ad attuare ogni procedimento mediante
conferenze dei servizi asincrone, rispettando i tempi del procedimento
unico in capo al SUAP comunale fissati per legge.
5- definire le diverse e complementari competenze in materia di esame
delle istanze evitando doppioni istruttori: al comune l’esame edilizio
ed urbanistico; all’ASI circa la valutazione dei processi produttivi.
Non giochiamo a rappresentare chi investe e chi si batte per collaborare
a realizzare un futuro adeguato ai tempi come banditi. Questo gioco non
porta da nessuna parte”.








