Terminata la sessione di calciomercato invernale (o di riparazione) dove Inter, Fiorentina e Napoli sono state assolute protagoniste, proporzionalmente agli obiettivi di attuali di ogni singola squadra, si tirano le somme.
Se in quel di Milano sono arrivati dall’Inghilterra tre calciatori voluti fortemente da Conte come Eriksen, Young e Moses, a Firenze hanno accolto Agudelo, Igor, Duncan, Kouamè, Cutrone e Amrabat (per giugno, strappato al Napoli), migliorando il tasso qualitativo delle rose e colmando anche quantitativamente le lacune delle stesse. Ma sul podio sale di diritto anche il Napoli che, in maniera assolutamente anomala rispetto al passato, ha sborsato circa 95 milioni di euro per portare alla corte di Gattuso i due registi che mancavano Demme e Lobotka, l’esterno offensivo Politano e per luglio il centrale Rrahmani e la punta Petagna. Inoltre, il DS Giuntoli ha imbastito la trattativa per l’altro difensore del Verona, Kumbulla, ed è sempre alla ricerca di un terzino sinistro, unica lacuna non colmata in questa sessione di calciomercato.
Per i partenopei sembra essere partita una rivoluzione più volte annunciata ed improvvisamente partita in seguito ai disastri di ogni tipo di questa maledetta stagione, tra ammutinamenti, classifica imbarazzante e calciatori in scadenza che hanno generato ulteriori malumori nello spogliatoio. Anche se questo clima tenebroso sembri essersi schiarito grazie alle due vittorie contro Lazio e Juventus, è pacifico pensare che sia giunto il momento di cambiare nonostante questa stagione abbia di fatto deprezzato i pezzi pregiati dell’argenteria di De Laurentis. Ci verrebbe da dire “chi è causa del suo mal…”, in quanto il patron azzurro dopo aver seminato a suo modo non poteva che raccogliere tempesta prima o poi, vuoi per i rinnovi mai tempestivi e per gli sproloqui continui verso i propri tesserati. Adesso è dovuto correre ai ripari, prima tattici e poi di bilancio, assicurando al mister Gattuso i due mediani davanti alla difesa che mancavano e poi acquistando per il futuro, preoccupandosi di mettere tutto a bilancio in questa stagione prevedendo il buco economico dovuto alla mancata qualificazione in Champions (orami certa). Un recupero pecuniario ci sarà comunque ma a discapito di quello qualitativo perché si incasserà una bella cifra dalle probabilissime cessioni illustri a luglio di Koulibaly, Fabian ed Allan, che però a differenza degli ultimi anni verranno rimpiazzati esclusivamente da giovani promesse da plasmare.
Questo possibile ridimensionamento del Napoli è un discorso da rimandare a fine stagione quando la situazione sarà più chiara e definita anche in base all’andamento degli azzurri in campionato e nelle coppe, dove Gattuso indubbiamente si gioca la riconferma, per nulla scontata. Sicuramente ci sarà un tormentone allenatore che terrà i tifosi del Napoli con il fiato sospeso e i mille rumors e teorie più disparate già impazzano in questi giorni. C’è il filone di pensiero che porta al pallino fisso di De Laurentis che è noto ormai da tempo, Giampiero Gasperini attualmente sulla panchina dell’Atalanta, poi c’è chi pensa che la riconferma di Gattuso o l’arrivo di Juric possano essere un definitivo segnale della fine di un ciclo. Addirittura c’è qualche folle-romantico che in maniera del tutto machiavellica pensa che si stia apparecchiando un ritorno per il Comandante Sarri, criticato dal mondo juventino che tornerebbe dove creò una macchina quasi perfetta in grado di incantare in Italia e in Europa senza fenomeni.
Come abbiamo ribadito i discorsi di mercato possiamo rimandarli a luglio, questa sessione è terminata ed ora tocca al Napoli a Gattuso e ai calciatori attuali guadagnarsi la riconferma e cambiare gli scenari futuri.











