La funivia del Mottarone, che dal versante piemontese del lago Maggiore sale fino ai 1.491 metri del monte, è precipitata al suolo.
Tredici persone sono morte sul colpo, tra cui un bimbo di due anni, mentre un altro di nove è morto all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato in prognosi riservata l’unico superstite, un piccolo di 5 anni. Sull’incidente la procura di Verbania ha aperto una inchiesta e il ministero delle Infrastrutture ha istituito una commissione ispettiva. L’area è stata posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verbania, al momento si ipotizzano i reati di omicidio plurimo colposo e lesioni colpose. L’incidente a pochi metri dell’arrivo, in corrispondenza dell’ultimo pilone. Secondo una prima ricostruzione ad avere ceduto è stato il cavo di traino. La tragedia ha colpito cinque famiglie, tre residenti in Lombardia, una in Emilia-Romagna e una in Calabria. Una famiglia, residente a Pavia, era di origine israeliana e l’unico sopravvissuto è il loro bambino. Tra le vittime anche un 23enne nato in Iran ma residente a Damiante, in Calabria.











