Il Consiglio comunale approverà 25mila metri cubi di cemento prima di varare il nuovo Puc?

Battipaglia. Sembra, ormai, cosa fatta. Nella prossima riunione già prevista dalla conferenza dei capi gruppo per il 27 (in prima convocazione) o per il 29 (in seconda convocazione) aprile 2022), verranno approvate le tre nuove proposte d’insediamento edilizio pari a 25mila metri cubi di cemento da versare sul territorio battipagliese. Tema di scontro politico violento dello scorso anno, che determinò l’uscita dalla Giunta dell’assessore all’urbanistica Davide Bruno, il quale non firmò la proposta deliberativa da portare proprio in Consiglio comunale. Consiglio che sospese la discussione, su proposta della maggioranza, rinviando il tema a data da destinarsi dopo aver meglio approfondito ed istruito le tre pratiche.

Dopo circa 11 mesi, le stesse istanze sono state reiterate, portate nell’apposita commissione ed adesso si apprestano ad essere autorizzate sulla base dell’art. 7bis L.R. Campania n. 19/2009, procedimento che permette, per aree definite comparti industriali abbandonati di riconvertirli attraverso insediamenti residenziali.

Queste le tre istanze:

La prima è della “Mediterrannea srl”, la società riconducibile a Giuseppe Pontecorvo che sui terreni un tempo destinati agli uffici zonali dell’Inps, nel cuore pulsante del rione Sant’Anna, oggi sede d’un complesso dismesso, vorrebbe tirare su un fabbricato a torre con destinazione residenziale, di volumetria pari a circa 7mila metri cubi, che ospiterebbe 84 nuovi nuclei familiari con altri 1.680 metri quadri destinati invece a standard urbanistici.

La seconda arriva dalla “Ellegi Costruzioni”, srl di proprietà della famiglia Lanzetta (nello specifico di Antonio Lanzetta). Prevista demolizione e ricostruzione di un complesso dismesso in via Matteo Ripa, sui quali suoli insistono alcuni manufatti edificati a partire dagli anni Quaranta dalla ditta “Gambardella e Rago”.

La terza è stata presentata dalle sorelle Laura e Velia Landi, proprietarie d’un compendio immobiliare in via Generale Gonzaga, a pochi passi dal “Fabio Besta”. Sui terreni dove originariamente insisteva un complesso produttivo/artigianale adibito a falegnameria, l’idea è di procedere alla demolizione dell’immobile con proposta di ricostruzione del preesistente edificio produttivo, fatiscente e pericolante.

Il PUC?

25mila metri cubi di cemento autorizzati stranamente senza prima conoscere il nuovo Piano Urbanistico Comunale?

Proposta, quella del PUC, rimasta chiusa nel cassetto dell’Amministrazione comunale prima delle ultime elezioni ed ancora non resa pubblica.

Un interrogativo è d’obbligo: non sarebbe stato più corretto illustrare il Puc e come si incassellano nello stesso questi 25mila metri cubi di cemento?

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