
Le Associazioni rappresentative del comparto della riabilitazione sociosanitaria e fisioterapica in
Regione Campania, non avendo ottenuto alcun riscontro in merito alla loro accorata richiesta di
essere convocati dai dirigenti regionali per trovare una soluzione condivisa, rispetto alla condizione
di “malaburocrazia” si sono autoconvocate domani, presso gli uffici regionali del
Centro Direzionale.
La difficile e a tratti grottesca situazione causata dall’alternarsi di decreti e delibere regionali che
riconoscendo la disponibilità e l’impegno delle strutture territoriali riabilitative, sociosanitarie e
fisioterapiche affinché le persone con disabilità continuassero ad avere i loro servizi (in Campania
sono stati riaperti il 2 maggio 202, prima di qualsiasi altra regione non ricorrendo alla cassa
integrazione), prima hanno previsto misure di compensazione rispetto ai costi sostenuti durante il
periodo più critico della pandemia, per poi fare un netto dietrofront revocando i ristori mettendo in
ginocchio i Centri di riabilitazione, le strutture sociosanitarie ed i presidi di fisiochinesiterapia che
convintamente avevano aderito al programma “La Campania riparte“.
Condizione ancora più critica si registra per i presidi di fisioterapia che non hanno ottenuto alcuna
misura compensativa, rispetto a quelle previste per i centri di riabilitazione sociosanitaria, per lenire
gli effetti di un ingiustificato dietrofront della Regione e che, tra l’altro, non sono state ancora attuate.
“Siamo stati costretti a richiedere audizione anche alla quinta commissione sanità, a ricorrere ai
Prefetti, informando persino la stessa Corte dei Conti ed il Garante dei diritti dei cittadini campani e
dei disabili, ma a tutt’oggi nessuna risposta da parte delle istituzioni, denuncia Antonio
Gambardella dell’AISIC, con le Asl che sono allo sbando e bloccano i saldi delle fatture del 2020
e del 2021 che per noi sono vitali. Salvatore Parisi del Coordinamento regionale ANFFAS
evidenzia il distacco tra la politica che in piena pandemia ha sollecitato e ottenuto l’impegno delle
strutture sanitarie pubbliche e accreditate e chi è deputato a governare la sanità regionale che
dimostra la scarsa attenzione nel leggere il contesto e poca sensibilità verso i bisogni delle persone
con disabilità.










