Giovane battipagliese si toglie la vita lanciandosi dal balcone dell’ospedale

BATTIPAGLIA: Si è tolto la vita a soli 33 anni. Antonio Petito, ha deciso drasticamente, all’alba tra sabato e domenica, di lanciarsi nel vuoto, dal balcone dell’ospedale di Castellammare di Stabia, dove era ricoverato per problemi legati alla depressione e forse a sostanze stupefacenti. Di ottima famiglia, il giovane, ricoverato da pochi giorni, non è riuscito a vincere lo stato infelice nel quale era avvolto da pochissimi anni e che lo ha sopraffatto, nonostante la vicinanza della famiglia e dei tanti amici che ne hanno sempre condiviso momenti di spensieratezza. Originario di Battipaglia, viveva in località Serroni, nella zona bassa e nei pressi della chiesa S. Antonio. Il fratello Alfredo, molto conosciuto in città e stimato, presta servizio presso la municipalizzata ALBA NUOVA, ed il cordoglio dei tanti colleghi è giunto immancabilmente a tutta la famiglia del giovane Antonio. Non aveva un lavoro stabile, se non quello stagionale presso una nota località turistica balneare del cilento. SI pensa, infatti, che la conoscenza con altri giovani, della località balneare stessa e provenienti da altre zone, non limitrofe, siano stati l’iniziazione al processo forse, dell’uso di sostanze illecite, che hanno segnato il giovane Antonio, che senza dubbio, conscio di una situazione morale della quale non era mai appartenuto, ha cercato con tutti i mezzi di uscirne in maniera immediata. Il ricovero al centro di Castellammare di Stabia, doveva rappresentare quel recupero che nei fatti non è mai avvenuto. La fatalità dell’evento, a questo punto, fa si che le indagini diano il via ad una “consecutio” per poter risalire agli ultimi momenti di vita del ragazzo. Si parla infatti, di una non remota possibilità che lo stesso abbia lasciato la sua camera di degenza e si sia recato verso i piani superiori. La tragica decisione, è coincisa con l’ultima, purtroppo, della sua vita- Non ci ha pensato due volte, e si è lanciato dall’ultimo piano dell’ospedale che lo ospitava. I genitori, nello sconforto, non sanno darsi pace, così come sgomenta è la città di Battipaglia, tutta, che vive il momento delle festività della sua patrona. Un connubio fatale, che rimarrà sempre nei ricordi e nei cuori dei genitori e dei familiari tutti, che ancora increduli non sanno darsi pace. Ma come è stato possibile che ad un ricoverato, in stato depressivo, possa lasciare la sua stanza senza che il personale se ne sia accorto? Il povero Antonio, aveva solo 33 anni e la sua giovane vita, l’ha spezzata al cospetto di un destino infame, quanto crudele.

                                                                                                                                    Giovanni Coscia


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