sabato, Maggio 21, 2022

CONFERENZA STAMPA PD: BRUNO “STOPPATO DAI VERTICI”

BATTIPAGLIA: Si è celebrata la cosi tanto sospirata conferenza stampa del Partito Democratico indetta dal segretario cittadino Davide Bruno e potremmo definirla una burla se non una presa in giro.  Incontro alle 11,30, presso la sede, e notevole ritardo sull’inizio della stessa, tanto che le facce dei  presenti, si sono allungate e sciolte al caldo sole di questo approccio d’estate. Bruno ha preso la parola e conferito ai giornalisti ed agli “aficianados” presenti in sede, ma quello che doveva essere il “Big Bang” o la resa dei conti del partito democratico locale, si è invece rivelato come, zuccherino sul dolcetto preparato dalla nonnina. Proprio così, ed i tanto sospirati stracci che dovevano volare a seguito di una gestione dell’ultimo anno, ed ai chiarimenti ulteriori sulle scelte e sull’andamento del partito, come di incanto sono scomparsi. Così come aveva preannunciato Bruno, del quale ci facemmo araldi mercoledì scorso con un nostro articolo sulle anticipazioni della conferenza, sono come d’incanto inesistite e volate via. Gli stracci, quelli che forse indossava il buon lazzaro resuscitato da Cristo con le croste visibili sul corpo, dovevano essere oggetto di questa acclamata conferenza stampa. E quelle di Lazzaro, al cospetto di Bruno, dovevano rappresentare per il personaggio storico, una vetrina su via Condotti o via Montenapoleone, nel mentre le posizioni di Landolfi, segretario provinciale dei dem, doveva chiarire la sua posizione all’interno del partito con la sua scelta di appoggiare Motta al Ballottaggio. Una rivisitazione Bruno, l’ha pure fatta in verità, partendo dal contesto del primo approccio proprio con lo stesso Motta, il quale avrebbe preferito nella sua coalizione uomini ed anime del PD. Un diniego che ha allontanato le parti, solo graficamente, ma non nella totalità dei candidati, che hanno comunque offerto un voto disgiunto estromettendo Lanaro e favorendo in primis la Francese e poi Motta. Bruno ha anche asserito che la scelta di Lanaro è avvenuta nel mentre le operazioni riguardante il “serraggio” delle fila, vedeva coinvolti nella coalizione degli ex o post comunisti, Alfredo Liguori. “Abbiamo avuto un diverso Lanaro in tre diversi momenti storici –ha acclarato Bruno-.   Il primo Lanaro, nel momento esatto della sua scelta; il secondo aspetto di un Lanaro diverso dal primo, nel momento delle votazioni, un terzo Lanaro, nella fase del ballottaggio che ha messo fuori pista, le ambizioni di una coalizione che ha rischiato addirittura di non essere presente alla competizione elettorale. Ad ogni modo –ha proseguito il segretario- ribadisco che in settimana abbiamo avuto un incontro con i vertici provinciali e della locale sezione. Abbiamo parlato del futuro del partito e della necessità di ricomporre le fila, dopo una sciagurata campagna elettorale che ha assegnato al nostro partito quell’8% che comunque ci spetta. Certo è che Mirra, unico consigliere eletto è il capogruppo di se stesso e unico consigliere del PD. Fa parte della maggioranza?- gli abbiamo chiesto: Ci ha risposto con un secco, “non credo”, anche se sarà egli stesso a ricoprire l’unico ruolo istituzionale dei democratici. Bruno si è anche soffermato sulla vicenda delle primarie, che ha nei fatti allontanato la parte vera dei piddini, che si sono dissociati da talune prese di posizioni. Quello che è maggiormente risaltato, è stato l’aspetto da camomilla, avuto da Bruno, nel mentre, proprio pochi giorni fa, aveva chiaramente esternato la volontà di esporre contro Cuomo, parlamentare, Alfieri, sindaco di Agropoli, Volpe Sindaco di Bellizzi, che non hanno conferito al partito il peso specifico del loro carico istituzionale e dei quali chiedeva delucidazioni alla commissione di vigilanza provinciale del partito. Una posizione “zuccherata” che ha lasciato di stucco i presenti in sala, avendo avuto modo di conoscere già da tempo, quelle che sarebbero state le proposte  lanciate da Bruno, il quale alla fine della conferenza stampa, coadiuvato da Gianpaolo Lupo, ex componente del MSI e convertito al liberismo di matrice Bolscevica, con retrogusto di retrivo impulso bulgaro,  ha ribadito che il partito democratico, non può e non deve negare la sua presenza in città, in quanto in possesso di una radice storica che sempre gli è appartenuta e non può negarla ai propri elettori. Un passo che vede il futuro del partito, emergere in un immediato futuro,- hanno esclamato infine Bruno e lupo- della cui legalità e  meritocrazia, faremo il nostro passo sicuro. Landolfi permettendo. Parola di cameragno.

                                                                                            Giovanni Coscia


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