Battipagliese, lo stadio “Pastena” é una latrina a cielo aperto… l’opinione di Andrea Laganà

Lo so, il titolo è molto forte ma rende bene, benissimo l’idea delle condizioni in cui versa lo stadio “Pastena” a Battipaglia. Lungi da me accusare gli attuali affidatari dell’impianto sportivo, ovvero l’Asd Battipaglia Calcio, che con molto coraggio e forse anche un po’ di sana incoscienza hanno abbracciato questa causa e la stanno portando avanti con dignità, ma è impossibile non gettare l’occhio su cosa è oggi quello stadio: una vergogna assoluta. Le colpe vanno rigettate indietro nel tempo, ad una classe politica battipagliese sempre troppo lontana dai fabbisogni degli sportivi. E’ assurdo che questo comune, che questa amministrazione non sia stata capace di accaparrarsi un euro, che sia uno, dalla regione o dalla comunità europea per rimodernare o completare l’impianto di viale Barassi. Ancora più scandaloso pensando al fatto che abbiamo visto passare il treno delle Universiadi 2019 e anche qui siamo stati colpevolmente assenti ad una fantomatica gara d’appalto. Che poi si vinca o si perda poco male ma almeno parteciparvi, entrare in lista sarebbe stato il minimo per una popolazione di 50-60 mila abitanti. La cancellazione del “Pala Schiavo” del rione Taverna, unico impianto cittadino presente per partecipare a questa manifestazione per le gare di volley, è l’ultima goccia in un mare di superficialità e assenza. Vedere poi comuni nei nostri paraggi con una popolazione notevolmente inferiore alla nostra è, permettetemelo di dire, completamente inaccettabile. Il comune ha fatto bene a scaricare questa patata bollente sui privati ma nemmeno può abbandonarli a sé stessi senza provvedere agli interventi urgenti di messa in sicurezza dell’intero stadio. Non basta un’imbiancata del tunnel e degli spogliatoi per ripulirsi la coscienza. Non basta più nemmeno nascondersi dietro alla frase: “In cassa non abbiamo soldi”. Basta! Assistere ad una partita di calcio allo stadio “Pastena” oggi è da eroi. Pensare anche di pagare un biglietto per assistervi è ancora più umiliante. Con la pioggia e con il vento, basta vedere il match di domenica con il Nola per non andare troppi indietro nel tempo, è impossibile. Come può una persona anziana o un semplice appassionato di calcio la domenica pomeriggio abbandonare la famiglia per recarsi sul campo a prendere acqua e freddo? Come può un imprenditore investire nella prima squadra di calcio della città sapendo che non può contare su quel 5-10% di introiti che possono arrivare dai biglietti domenicali o dagli abbonamenti annuali? Per questo continuo a ritenere un “folle” Mario Palmentieri che prosegue in questa sua avventura conscio di quanto detto sopra. Non appartengo nemmeno a quella categoria di persone che lo vorrebbe “abbattere” (per carità di Dio…) ma basterebbe una tettoia per coprire la tribuna centrale e quella laterale, dei sediolini confortevoli (basterebbero anche semplicemente puliti a dire il vero) e null’altro. Non dimentichiamoci che non abbiamo ancora un settore ospiti agibile e quindi il sano sfottò con la tifoseria avversaria o l’introito economico della vendita dei biglietti a quelli che vengono da fuori vengono meno ogni domenica. Vogliamo parlare delle luci? Della sala stampa? Degli ascensori che non funzionano? Della condizione dei bagni? No, sono stanco…


Articoli simili

SEGUICI

20,586FansMi piace
5,797FollowerSegui
1,100IscrittiIscriviti

Ultimi articoli