venerdì, Maggio 20, 2022

Cattivi pagatori: cosa vuol dire e quali sono le conseguenze?

Molti italiani hanno accesso al credito e, nella stragrande maggioranza dei casi (95%) riescono a pagare con regolarità le rate di prestiti e finanziamenti. Cosa accade, però, se queste ultime non vengono rimborsate secondo le modalità e i tempi previsti? Scopriamolo insieme.

Cosa sono i SIC e in che modo si diventa cattivi pagatori

 Con il termine SIC si indicano i Sistemi di Informazioni Creditizie, dei veri e propri registri che accorpano tutte le informazioni sulle richieste di accesso al credito e ai relativi rimborsi; in Italia il Crif è uno dei SIC più noti, ma non è l’unico. Precisato questo, bisogna sapere che si diventa cattivi pagatori nel momento in cui si paga in ritardo una o più rate di un finanziamento. L’iscrizione nella lista dei cattivi pagatori, però, non è immediata: esiste infatti una soglia di tolleranza e, nello specifico, i dati vengono registrati nei SIC solo se si ritarda la rata in questione per un tempo superiore ai 2 mesi consecutivi. In questo caso l’istituto di credito concede un’ulteriore possibilità 15 giorni prima della segnalazione ai SIC, per far sì che il pagatore regolarizzi la sua posizione, ma se non è la prima volta che accade la segnalazione ai SIC può avvenire anche senza alcun avviso.

Cosa comporta l’iscrizione nella “black list” dei pagatori

È bene sapere che l’iscrizione nella lista dei cattivi pagatori non è irrevocabile, e a questo proposito può rivelarsi utile capire sulla guida di Prestiti.it come richiedere la cancellazione dal Crif per agire in questo senso e preservare così la propria “reputazione” presso i SIC e, di conseguenza, gli istituti di credito. Chi ha dimostrato in diverse occasioni di non essere un pagatore affidabile, infatti, difficilmente riesce a ottenere un nuovo credito: prima di concedere un finanziamento, gli istituti di credito consultano le liste dei SIC per valutare il grado di rischio al quale si espone e, nel caso dei cattivi pagatori, non è raro che rifiutino la richiesta. In questi casi, però, non è detto che non si avrà mai più accesso al credito: il pagatore che risulta incluso delle liste dei SIC può infatti ricorrere alla cessione del quinto dello stipendio (o della pensione) per avere nuovamente accesso al credito, in quanto questa modalità contempla un rischio di insolvenza davvero minimo e rappresenta una garanzia per la banca in questione.


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