venerdì, Maggio 27, 2022

FederCepi, 1 miliardo di trasferimenti fermi in Regione Campania

Ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione: permangono situazioni di estrema gravità, con imprese in forte difficoltà e finanche comuni ed enti locali costretti ad attivare misure esecutive verso altre pubbliche amministrazioni, per onorare i propri debiti. La Regione Campania rappresenta, purtroppo, in merito, uno degli esempi più gravi ed emblematici, con oltre un miliardo di debiti accumulati e non onorati nei tempi imposti dalle Direttive cominitarie. “È di qualche giorno fa la notizi – si legge in un comunicato stampa di FederCepi Costruzioni – a di un ennesimo pignoramento, per oltre 250 mila euro, eseguito da un piccolo comune del Salernitano che non si è visto trasferire le risorse di propria competenza, regolarmente assegnate e deliberate, per lavori già ampiamente ultimati. È soltanto l’ultimo in ordine di tempo: si pensi al punto che l’istituto di credito che cura il servizio di tesoreria, per la mole di pignoramenti ricevuti nei mesi scorsi, ha dovuto conferire in Campania 31 procure speciali a funzionari e dirigenti di filiale per ottemperare ad adempimenti vari connessi ai pignoramenti conseguenti a sentenze esecutive. I ritardi delle pubbliche amministrazioni rimangono purtroppo un problema di estrema gravità. Alla luce dei dati del sistema informativo della Piattaforma per i crediti commerciali (PCC), se è vero che nel 2018 si è registrato un miglioramento rispetto ai tempi medi di ritardo del 2017 (10 giorni) e del (16 giorni), è altrettanto vero che rispetto al dato medio nazionale, il Sud fa registrare un valore medio superiore di 11 giorni (il Nord presenta tempi di pagamento mediamente inferiori di 8 giorni, il Centro di 3 giorni superiore). Le pubbliche amministrazioni sono tenute a pagare le proprie fatture entro 30 giorni dalla data del loro ricevimento, ad eccezione degli enti del servizio sanitario nazionale, per i quali il termine massimo di pagamento è fissato in 60 giorni. Il rispetto di queste scadenze è un fattore di cruciale importanza per il buon funzionamento dell’economia nazionale e rientra nel rispetto delle direttive europee in materia di pagamenti dei debiti commerciali, su cui la Commissione Europea effettua un puntuale e rigoroso controllo. Negli ultimi anni, anche grazie all’introduzione della fatturazione elettronica, obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni dal 31 marzo 2015, il numero delle pubbliche amministrazioni che paga i fornitori con tempi medi più lunghi di quelli previsti dalla normativa vigente si è gradualmente e progressivamente ridotto. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha attivato un’azione di monitoraggio del processo di estinzione dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, proprio attraverso l’utilizzo della PCC, realizzata e gestita per il Ministero dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, che rileva le informazioni sulle singole fatture ricevute dalle oltre 22.200 amministrazioni pubbliche registrate. La Piattaforma acquisisce automaticamente dal Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate (SDI), tutte le fatture elettroniche emesse nei confronti delle PA e registra i pagamenti effettuati e comunicati dalle singole amministrazioni. Queste informazioni, tuttavia, non sono ancora complete: infatti, non tutti gli enti pubblici sono attivi nella comunicazione dei dati di pagamento. A questa carenza, che impedisce di avere una visione esaustiva della situazione, si è tentato di porre rimedio con lo sviluppo di Siope Plus, un sistema informativo che permette l’acquisizione automatica dei dati sui pagamenti”.


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