Battipaglia. Consiglio comunale deserto: manca il numero legale, la maggioranza Francese va sotto per l’ennesima volta

BATTIPAGLIA — Seduta ad alta tensione e un nulla di fatto nell’ultima riunione del Consiglio comunale di Battipaglia. La maggioranza guidata dalla sindaca Cecilia Francese non è riuscita a garantire il numero legale in prima convocazione, costringendo l’assise a fermarsi alle sole comunicazioni e interrogazioni prima del definitivo scioglimento dell’aula. Al momento del conteggio si registravano infatti appena 19 presenti e sei assenti. Un bottino troppo magro per l’esecutivo, che contava soltanto 11 consiglieri di maggioranza a fronte degli 8 di minoranza. I lavori si sono aperti all’insegna dei disguidi tecnici, con il presidente del Consiglio d’aula, Cappelli, costretto ad annunciare un guasto al sistema informatico della presidenza. Di conseguenza, niente prenotazioni e votazioni digitali: per la seduta si è tornati al classico voto per alzata di mano. A far discutere, però, è stata soprattutto la tenuta politica della coalizione. Tra i banchi della maggioranza spiccavano le assenze dei consiglieri Vincenzo Clemente e Giuseppe Manzi. Proprio sull’assenza di quest’ultimo si è concentrato l’intervento del consigliere di minoranza Pino Cuozzo. Prima di abbandonare l’aula, Cuozzo ha voluto precisare che l’assenza di Manzi era legata a seri e giustificati motivi di salute del padre. L’esponente dell’opposizione ha chiarito che sarebbe rimasto in aula per senso di responsabilità solo nel caso in carenza del solo Manzi, ma constatando la mancanza anche di altri consiglieri di maggioranza, ha deciso di andare via evidenziando il deficit numerico dei sostenitori della sindaca. Nonostante il mancato numero legale per la fase deliberativa, lo spazio dedicato alle interrogazioni ha comunque offerto spunti di forte dibattito politico. Il consigliere Giuseppe Provenza ha sollevato la questione del depotenziamento dei servizi sanitari a Battipaglia, criticando la scelta di collocare la Casa di Comunità al settimo piano dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” e la Guardia Medica al piano terra dello stesso presidio. Provenza ha chiesto un intervento della sindaca per trovare un immobile comunale in centro da concedere all’Asl, sottolineando come la sanità pubblica battipagliese rischi lo smantellamento a vantaggio dei comuni limitrofi come Bellizzi. Sul tema è intervenuto anche Gaetano Marino, proponendo di utilizzare dei locali comunali di circa 200 metri quadrati situati in via Plava. Proposta, quest’ultima, bocciata sul nascere dalla sindaca Francese, la quale ha replicato che l’attuale quadro legislativo non lo consente. Lo stesso Marino ha poi lanciato una stoccata sulla trasparenza dell’ente, chiedendo chiarimenti alla sindaca in merito alle graduatorie del Servizio Civile attive dal 2022 a oggi. Il consigliere ha chiesto se tra i giovani selezionati vi fossero figli o parenti dei consiglieri in carica, visto il ricorrere degli stessi cognomi. Pur non ricevendo risposta immediata in aula, Marino ha sottolineato che, sebbene le procedure siano sicuramente legittime, ragioni di opportunità e trasparenza avrebbero dovuto suggerire uno scorrimento della graduatoria per favorire candidati esterni ai nuclei familiari degli amministratori. La giornata si è chiusa con il duro affondo di Salvatore Anzalone. Il consigliere di minoranza ha preso la parola per rimarcare come, per l’ennesima volta — «la ventesima», ha sottolineato con forza —, la sindaca Francese si sia presentata in aula senza avere i numeri necessari per governare. Subito dopo, l’intera minoranza ha abbandonato l’aula in blocco, certificando la crisi di numeri della maggioranza e decretando la fine anticipata della seduta.

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