Vergogna VAR, ferma un grande Napoli

Siamo in seria difficoltà a non eccedere in giudizi che vanno oltre l’etica sportiva che possano descrivere quanto di assurdo è andato in scena in Napoli-Atalanta dove una prestazione meravigliosa dei partenopei, contro l’Atalanta da tutti osannata, passa in secondo piano per gli “orrori arbitrali” del signor Giacomelli e del VAR che hanno portato al 2-2 finale.

Era iniziato tutto con un Napoli arrembante che già nei primissimi minuti aveva creato tre palle gol, giocando a ritmi alti e trovando il vantaggio con Maksimovic su imbeccata di Callejon servito da un Insigne in stato di grazia. Sul finale del primo tempo l’Atalanta prende campo e riesce a pareggiare su una papera di Meret, ridisegnando un clima di sfortuna e pali che ha da sempre accompagnato gli azzurri. Nella ripresa entra Mertens e il Napoli e il San Paolo ritrovano animo e grande spinta, riuscendo a passare in vantaggio con il solito Milik su suggerimento di un Fabian salito in cattedra che con il suo sinistro magico manda in porta il polacco.

La splendida partita finisce al 86° quando Kjaer affossa Llorente in area di rigore non guardando mai il pallone, ma Giacomelli lascia proseguire, nel frattempo in campo tutti ma proprio tutti compresi i calciatori dell’Atalanta e lo stesso Gasperini si sono accorti del fattaccio, ma gli orobici si proiettano in attacco e trovano il pareggio che è l’emblema della beffa. Dopo succede di tutto con l’incredulità de che di li a poco diventa rabbia, quando l’arbitro non si reca nemmeno a vedere le immagini ma pensa bene di espellere Ancelotti che cercava di riportare la calma entrando nel terreno di gioco.

De Laurentis ha parole durissime contro la dirigenza arbitrale e Carlo lo segue a ruota addossando la totale responsabilità a Banti che era l’uomo VAR. Per capire la rabbia dell’ambiente Napoli bisogna contestualizzare il tutto, si veniva da giornate di punti persi e dove la polemica imperversava, si cercava di ignorare i soliti alibi della sfortuna e dei pali che avevano caratterizzato tutti i passi a vuoto del Napoli di questa stagione, poi accade che queste situazioni si ripetono ma la prestazione è talmente di alto livello che il risultato era finalmente arrivato fin quando non è successo il fattaccio. Mettiamoci poi che questi episodi eclatanti non sono nuovi al Napoli dell’era De Laurentis spesso decisivi in grandi march, allora la frustrazione e la rabbia partenopea straborda ed è difficilmente non condivisibile.

Sarebbe stato bello parlare di un Napoli in gran ripresa e pronto per la sfida di Roma contro il giallorossi con l’ex Manolas per poi arrivare al match di Champions contro il Salisburgo decisivo per il passaggio del turno, ma sinceramente questa sera mette serie ombre sul Campionato e come lamentano tanti tifosi azzurri “uccidono il calcio”, una vergogna che lascia avviliti un po’ tutti.

NAPOLI (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Luperto; Callejon, Allan (11′ pt Zielinski), Fabian Ruiz, Insigne; Milik (37′ st Llorente), Lozano (14′ st Mertens).

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Djimsiti (19′ st Kjaer), Palomino; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Pasalic (25′ st Castagne); Gomez (29′ st Muriel), Ilicic.

ARBITRO: Giacomelli di Trieste

MARCATORI: 16′ pt Maksimovic (N), 41′ pt Freuler (A), 26′ st Milik (N), 41’ st Ilicic (A)

NOTE: Espulso Ancelotti (A) per proteste al 45′ st. Ammoniti: Maksimovic, Di Lorenzo, Insigne (N); Toloi, De Roon, Pasalic (A). Recupero: 2′ e 8′.


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