Incubo Napoli. All’improvviso dal paradiso all’inferno

Ancora un pareggio nel giorno più triste e forse più basso dell’era De Laurentis in serie A, nessuna grande reazione di carattere, nessuna reazione di gioco, ma solo un deludente Napoli-Genoa 0-0.
Il clima al San Paolo era quello che tutti si aspettavano, giocatori compresi, quasi surreale tra tanti fischi e qualche raro applauso di incoraggiamento. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso, direbbero quelli con qualche capello bianco in più, e forse in questi giorni difficili qualcuno l’avrà anche ricordato ai calciatori che si saranno mangiati le mani per quella scelta scellerata di martedì sera. Quindi il condizionamento sulla prestazione del Napoli dovuta alle situazioni contingenti di questi giorni non può essere un alibi, anzi ci si aspettava una risposta forte proprio dal punto di vista caratteriale e dello spirito. Ovviamente le qualità non si perdono per strada dall’oggi al domani, ecco perché gli azzurri hanno anche creato alcune occasioni ma in un numero esiguo e non con quella veemenza da trasformarle in gol. L’orgoglio e l’attaccamento, a prescindere come detto dalle capacità tecniche individuali, è venuto a mancare nella maggior parte dei calciatori, lo si è visto solo a sprazzi con Mertens e Insigne. Sì Lorenzo, il capitano di Frattamaggiore tanto vituperato da presidenza e tifosi, ci ha messo voglia e orgoglio ma spesso le giocate non gli venivano a differenza dello scugnizzo belga che ha creato i presupposti per il vantaggio in più di un’occasione. Pressione psicologica, condizione fisica precaria, squilibrio tattico, mettiamoci tutto in questo minestrone sempre più indigesto per il Napoli e per i napoletani che stanno assistendo a qualcosa di paradossale.
Siamo passati dalle notti magiche contro il Liverpool e a Salisburgo per finire con l’incubo di questa sera, in un attimo tutto spazzato via con quel maledetto ammutinamento. Ora tutti vogliono la testa di tutti partendo da quella di Ancelotti, come da consuetudine italiana si inizia esonerando il tecnico quando le cose vanno così male. In tutta onestà e a mente lucida sarebbe comprensibile attribuire a Carletto le responsabilità gestionali del gruppo e quelle tecniche per i risultati. Altresì non crediamo che il mister abbandoni la nave, come molti spererebbero, in quanto sarebbe un fallimento umano più che tecnico. Andare via ora, quando urge un intervento sulla testa dei ragazzi, non sarebbe un atteggiamento in linea con quel Ancelotti che negli anni è stato descritto e amato dai suoi ex calciatori come un grande uomo in grado di gestire campioni capricciosi e giovani rampanti. Di conseguenza siamo portati a pensare che per la natura della crisi attuale del Napoli, la panchina è affidata al miglior medico per questo tipo di malato, e che l’innesto a gennaio di qualche calciatore di grande personalità a discapito di qualcun altro logoro, poco motivato o distratto dalle sirene del mercato, possa far risorgere gli azzurri.
Al contrario se pensate che serva un ennesimo scossone e che la guida tecnica non sia in grado di fornire un gioco adatto a questa rosa, finalizzato ad essere competitivi ad alti livelli, allora auguratevi che De Laurentis sollevi Ancelotti dall’incarico. Ribadiamo però, che possono essere più destabilizzanti che curativi questi provvedimenti contro un tecnico di tale spessore, che ha di certo peccato di eccessivo aziendalismo avallando un mercato a metà orfano dei due colpi estivi pubblicizzati e mai arrivati come Icardi e James. Ecco, se il disegno estivo di Carletto si fosse compiuto staremmo parlando d’altro, ma questa è un’altra storia.
Fermarsi per la sosta per le Nazionali ora come ora è la cosa migliore che poteva capitare al Napoli…
NAPOLI (4-4-2): Ospina; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Hysaj (39′ st Luperto); Callejon (15′ st Llorente), Ruiz, Zielinski, Insigne (21′ st Elmas), Lozano, Mertens.
GENOA (4-3-1-2): Radu; Ankersen, Zapata, Romero, Pajac; Schone, Lerager, Agudelo (50′ st Ghiglione); Cassata (43′ st Radovanovic); Pandev (35′ st Cleonise), Pinamonti.
ARBITRO: Calvarese di Teramo NOTE: Ammoniti: Llorente (N); Cassata, Schone, Cleonise, Lerager (G). Recupero: 1′ e 5′.


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