Napoli. Cambia il Maestro ma la musica è sempre la stessa

Peggior inizio non poteva esserci per Rino Gattuso con il suo Napoli che al San Paolo perde contro il Parma nei minuti di recupero, quando cercava con decine di tentativi vani di agguantare la vittoria.

Una squadra timorosa e senza equilibrio che nei primi 25 minuti del match sbanda paurosamente concedendo 4 ripartenze al Parma su palle perse puerili, e su uno di questi erroracci, su uno scivolone di Koulibaly (poi infortunatosi), i ducali passano in vantaggio. Solo dopo la prima metà del primo tempo gli azzurri iniziano a prendere le misure e a produrre gioco ma impattano nel solito vecchio problema, quello di sciupare tante palle gol. Così su questa falsa riga inizia il secondo tempo, e quando Gattuso manda in campo Mertens portando la squadra da un 4-3-3 verso un 4-2-4, il Napoli trova il pareggio con il solito Milik e inizia l’assedio per portare a casa i 3 punti. Assalto che culmina con la beffa più atroce quando in contropiede al 92°, su un altro scivolone, il Parma trova il gol della vittoria e fa sprofondare i partenopei all’inferno subissati dai fischi di un San Paolo che era tornato a sostenere la squadra, per poi rimanere tradito dai suoi beniamini.

Forse di questo bisognava parlare e porre l’attenzione da subito, senza per forza dover andare alla radice, facilmente riscontrabile a posteriori in un mercato monco, ma soffermarsi sul rendimento incredibilmente al di sotto di tanti calciatori del Napoli. L’esperimento di un Allan davanti alla difesa alla Bakayoko ieri è stato un fallimento, come le prestazioni imbarazzanti di Insigne e Fabian Ruiz, entrambi schierati nei loro ruoli più congeniali e nonostante ciò sono stati i peggiori in campo. Sono considerazioni amare perché riguardano i calciatori più talentuosi del Napoli, coloro i quali dovrebbero fare la differenza e aiutare la squadra con le loro capacità, e invece hanno sbagliato tanto, troppo. Allargando il discorso alla squadra è inconcepibile tirare verso la porta per 33 volte ed andare in gol solo una volta, questo aspetto accompagna i partenopei orami da troppi mesi ed è la vera discriminante che caratterizza la crisi infinita del Napoli. Se non segni non vinci, da qui deve ripartire Gattuso che ha visto una squadra senza equilibrio e bloccata di testa, trovando nei primi 25 minuti scioccanti della partita la faccia attuale del Napoli. Lavorare sulla testa, su come stare in campo meglio, su figure mancanti da ricercare nel mercato, e sulla anoressica fase offensiva, sono i punti sui quali il tecnico azzurro deve incidere da subito, sin dall’allenamento di domenica mattina imposto dallo stesso Gattuso, cancellando il giorno di riposo.

L’angoscia e la delusione nei cuori dei partenopei crescono di settimana in settimana, così come gli stucchevoli ma inevitabili ricordi di un recente passato glorioso che aveva come attori buona parte di quelli attuali, circostanza che rende ancora più amaro e indigesto il declino di questo Napoli.

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly (5’pt Luperto), Rui; Ruiz, Allan (18’st Mertens), Zielinski; Callejon, Milik, Insigne (34’st Lozano). Allenatore: Gattuso.

PARMA (4-3-3): Sepe; Darmian, Iacoponi, Alves, Gagliolo; Barillà (21’st Grassi), Hernani, Brugman; Kulusevski, Cornelius (17’pt Sprocati)(34’st Pezzella), Gervinho. Allenatore: D’Aversa.

ARBITRO: Di Bello.

MARCATORI: 4’pt Kulusevski (P), 17’st Milik (N), 45’+2 st Gervinho (P)NOTE: Ammoniti Milik, Mertens (N); Gervinho, Gagliolo (P). Recupero 2’pt – 4’st.


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