Per ricordare il breve percorso di vita, illuminato da fede e bontà, di Rachelina Ambrosini è stata istituita una Fondazione che opera tra le province di Avellino, dove il giglio nacque a Pietradefusi, Benevento, dove nella chiesa di Santa Maria e sant’Alessio di Venticano sono custodite le spoglie mortali della fanciulla e Salerno, dove opera l’attuale presidente avv. Tommaso Maria Ferri con la sua famiglia. Da questi territori si dipanano gocce di bontà, solidarietà ed amore che spingendosi in ogni provincia italiana si disperdono per plaghe sconfinate del pianeta terra non all’avventura, ma con il sostegno e l’apporto logistico ed operativo di associazioni che hanno una riconosciuta tradfizione di operatività ed efficacia ultratrentennale ed unanimamente riconosciuta. Tra queste associazione ci sono “I Medici con l’Africa” che hanno accompagnato l’azione della Fondazione nel Sudsudan (contea di Lui con la scuola per ostetrica) ed allo stato in Etiopia, dove si dirige l’attività missionaria che la Fondazione finanzia e sorregge con borse di studio per giovani ostetriche laureate all’Università degli Studi di Salerno.
L’apertura dell’anno missionario avrà luogo sabato 11 gennaio alle ore 18,00 presso la Chiesa di Sant’Antonio in Mercato San Severino nel corso di un rito religioso officiato da padre Giulio Malandrino, padre guardiano del convento di San Francesco.
Nel corso della cerimonia il presidente del Rotary Club Salerno est Vittorio Villari con una delegazione dei vari club della Valle dell’Irno consegneranno ad Elena De Stefano, fresca laureata ostetrica dell’Università salernitana i cappellini di lana per i bimbi prematuri dell’ospedale etiopico di Wolisso ed i centri di salute dello Stato africano. Furono i medici che operano in Africa a scatenare una gara di solidarietà che continua, recepita e sostenuta dalla Fondazione “Ambrosini”, con cui nelle carceri femminili, nei circoli ricreativi e nelle associazione di tantissimi centri d’Italia si confezionano cappellini di lana. I medici che vivono in Africa dissero allora che la mancanza di incubatrici era una delle concause del triste primato mondiale di morte prematura e che forse anche un cappellino di lana nei primi giorni di vita poteva salvare un esserino prematura. Elena De Stefano sta per partire con un carico nopn di giocattoli, ma con un mezzo che può contribuire ad una vita umana.








