giovedì, Febbraio 22, 2024

Spadafora: «Ripartenza graduale» Tommasi: «Garanzie di sicurezza per tutti»

Calcio, fumata grigia. Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha rimandato ai prossimi giorni la decisione sulla ripresa degli allenamenti, ma si è detto soddisfatto dell’incontro in conference call con Figc, Leghe e AIC. “Dopo un confronto con il ministro della Salute e il Comitato tecnico scientifico – ha dichiarato Spadafora al termine della riunione – emaneremo le disposizioni aggiornate in merito alla possibilità e alle modalità per una ripartenza degli allenamenti”.

Si procede a step e il primo sembra essere quello degli allenamenti. Nei giorni passati lo stesso Spadafora aveva sollevato alcuni dubbi. “Non do per certi né l’avvio del campionato né degli allenamenti il 4 maggio – tuonava il ministro – se prima non esistono le condizioni per il Paese”. Ora lo scenario è cambiato, sono bastate due ore in riunione con i vari Gravina, Del Pinto, Tommasi e tutte le massime componenti del calcio italiano (compreso il dottor Zeppilli, capo della commissione medico scientifica che ha redatto il protocollo sicurezza), per remare tutti nella stessa direzione.

Le parole usate da Spadafora lasciano intendere che gli allenamenti inizieranno a svolgersi in sessioni individuali, mutando in lavori di gruppo quando le condizioni lo permetteranno. Di fatto il calcio deve necessariamente seguire i tempi e le condizioni di ripresa degli italiani. “Non assegnare i titoli non è un dramma, il dramma sono i morti e i malati – aveva fatto presente Damiano Tommasi, presidente dell’Aic – i titoli si assegnano solo se ci sono le condizioni”

Oltre agli aspetti sociali ci sono da considerare anche quelli strutturarli di una ripartenza dei campionati. Non ci sono solo la Serie A e la B ma anche le leghe minori e il calcio femminile, dove mancano le strutture e diventa complicato ottemperare al protocollo sicurezza. “La volontà dei calciatori e delle calciatrici è, e sarà sempre, quella di tornare al più presto in campo – precisa Tommasi – con le più ampie garanzie di sicurezza per tutti gli addetti ai lavori.

Come se non bastasse bisognerò risolvere le beghe relative ai diritti Tv e ai contratti in scadenza il trenta giugno. Governo e pay tv si troveranno di nuovo a discutere dell’opzione partite in chiaro, considerando che il proseguo del campionato passa necessariamente per le porte chiuse. Sul fonte deroga alla scadenza dei contratti è già scontro tra Fifa e Uefa che si rimbalzano le responsabilità.

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