giovedì, Maggio 6, 2021

Monsignor Paglia a Oliveto Citra, nel ricordo delle vittime del Covid-19

«Siamo arrivati a 116mila morti, quasi lo stesso numero dei bombardamenti della seconda guerra mondiale». Ha iniziato con queste parole, Monsignor Vincenzo Paglia, la sua visita a Oliveto Citra, nella giornata dedicata alle vittime del Covid-19 con l’evento “Tempo di cura. Essere comunità dopo la pandemia”, organizzato dalla Fondazione San Francesco d’Assisi Onlus e il Comune di Oliveto Citra. «Porre attenzione agli anziani significa avere una sensibilità civile e religiosa – ha continuato l’Arcivescovo, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e nominato dal Ministro Speranza, lo scorso 21 settembre, a capo della commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana – Per la prima volta nella storia coesistono assieme, nel nostro Paese, 4 generazioni. Non era mai accaduto in passato. Ecco perché avere a cuore la generazione più adulta significa avere a cuore l’intero Paese».

«Gli occhi delle persone che non ci sono più ci dicono che dobbiamo fare progetti concreti in tempi utili. Si ricostruisce riprendendo le relazioni umane, con questa grande alleanza tra anziani e giovani» ha dichiarato Mino Pignata, sindaco di Oliveto Citra e Presidente pro tempore della Fondazione, nell’evento a cui hanno partecipato anche Davide Bottalico, Digital Healthcare & Innovation Head di Takeda Italia e Domenico Della Porta, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Salerno. «Siamo passati dal tempo di crisi a un momento di rancore e di litigio, da superare, da un lato, con la sorveglianza sanitaria e con i vaccini e, dall’altro, con la ripresa economica – ha continuato il sindaco – Dobbiamo riprendere la fiducia tra Istituzioni e la gente. Questo è un momento difficile, che ci apre, però, alla speranza. Ognuno al proprio posto, a compiere il proprio dovere ogni giorno».

Prima della Santa Messa, celebrata da Monsignor Paglia in memoria di tutte le vittime del Coronavirus, la visita alle Case Intelligenti del centro storico del paese. Un innovativo progetto solidale, unico in Europa e sperimentato, seppur in modo diverso, solo in California, che aiuta anziani e soggetti fragili a casa loro con la tecnologia, avviato quasi un anno fa con la startup GRAMPiT in collaborazione con Hiltron e la multinazionale farmaceutica Takeda. «Investire in ricerca per la salute vuol dire utilizzare la tecnologia per venire incontro ai nuovi bisogni dei pazienti in luoghi di cura differenti dagli ospedali – ha aggiunto Davide Bottalico – La pandemia ha, infatti, dimostrato come le soluzioni di telemedicina o tecnologiche, come questa realizzata a Oliveto, possano essere l’arma vincente per gestire i nuovi bisogni di cure sempre crescenti e alleggerire la pressione costante verso le strutture ospedaliere».

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