domenica, Giugno 13, 2021

Basket. La Lowengrube Ad Maiora s’impone sulla Todis Salerno 61-57

L’imbattibilità di Salerno finisce a Taranto, al termine di una partita combattutissima e non senza decisioni
discutibili dei direttori di gara. La Lowengrube Ad Maiora s’impone sulla Todis 61-57 e rosicchia terreno nel
recupero della terza giornata: l’8 maggio al PalaSilvestri sarà già ritorno. Anche la JustMary Capri si porta a -2 in
graduatoria dopo aver battuto Battipaglia nel recupero. Le granatine restano in vetta e riposeranno nel weekend
in virtù del rinvio della gara proprio contro le battipagliesi.

LA PARTITA. Gara tattica e dall’alto tasso agonistico: è 6-6 dopo i primi 4’ di gioco. Preziosi i contributi di Van der Linden e Cragnolino a rimbalzo per Salerno. L’argentina segna i liberi del +2 a metà periodo, ma Taranto è osso duro e ha in Lacitignola l’elemento più in palla. Ottimo approccio di Orchi: la sua tripla dà ossigeno, l’ex di turno De Mitri la imita a 1’:30” da fine quarto (9-14), quindi sale in cattedra Palmisano che trascina le padrone di casa al -1 del primo intervallo. Grintosissima De Mitri, che ruba una quantità industriale di palloni. Nei primi 2’ alla
ripresa il rumore della retina si sente una volta sola con Orchi dalla lunetta. Poi sale in cattedra Berardi che
mette 7 punti in un nulla. In mezzo, la bomba di Orchi. Poco dopo il quarto d’ora è 24-18 con Ciminelli e ancora
Lacitignola. Il canestro sputa fuori un paio di situazioni interessanti firmate Valerio. Taranto scappa a +7, ma
Scolpini e poi la stessa Valerio rosicchiano 4 punti a 2’ dall’intervallo lungo (25-22). Salerno ci va sotto di 5, con
decisioni arbitrali contestate dalle ospiti, ma una tenuta difensiva comunque discreta. Russo chiede di alzare le
percentuali. Valerio si ripresenta sul parquet con una tripla, ma Taranto fugge a +11 al 26’ (36-25). Timeout
Russo: “Voglio gente che lotta”. Ma Armenti allunga ancora dalla distanza. Salerno è brava a non sfaldarsi e va a
giocarsi gli ultimi dieci minuti sotto di 7: determinante Cragnolino, che cambia marcia. Taranto ricomincia con la
tripla di Armenti, implacabile dall’angolo, ma vien fuori anche Duran: Salerno a -3 a 6’:30” dal termine (46-43),
stesso scarto dei quattro minuti finali (53-50) e poi degli ultimi due (55-52). La coppia De Carlo-Tornese è in
serata storta, ma Salerno ha cuore e fa 56 pari con Cragnolino a 40” dalla sirena. L’argentina esce per 5 falli. Dal
sogno supplementari all’amarezza del ko è un lampo: al fotofinish non mancano i battibecchi, ma sono le pugliesi
ad avere la meglio.

“Non abbiamo fatto una partita brillante, ma di fronte avevamo un roster di giocatrici che hanno giocato anche
in A1. Abbiamo subito 61 punti, 27 all’intervallo: il piano difensivo stava funzionando, nonostante alcuni fischi
che fatico a comprendere. Recrimino: solitamente non parlo mai degli arbitri, ma abbiamo avuto subito tre
giocatrici con due falli e non ho capito il metro di giudizio. Nei momenti cruciali ho visto favorire molto di più
l’esperienza di Taranto che è riuscita a guadagnare qualche giro in lunetta con furbizia. – dice Russo – Nel finale
non siamo state brave a fare due possessi difensivi che avevamo preparato. Avevo detto prima della partita che
la chiave difensiva era mantenere l’uno contro uno delle esterne. Dobbiamo essere più concentrati e fare le
giocate decisive nei minuti finali, attenendoci alle regole di squadra e al piano partita. Sapevamo che sarebbe
stata dura, abbiamo perso e non pregiudica nulla di quel che stiamo facendo, abbiamo la possibilità di replicare
tra dieci giorni e continuare il cammino; dobbiamo metterci l’energia del provare a fare le cose giuste e non
spaventarci se qualcosa non va”.

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