Il nostro giornale, Battipaglia1929, ha inteso avviare fra i candidati a sindaco della città e con chi da tempo si interessa di politica un dibattito sulla opportunità o meno di monetizzare le aree a standard urbanistici. Per chi non è un tecnico, gli standard sono quelle aree che per legge ogni costruttore che realizza un immobile deve dare ai cittadini per una vivibilità accettabile. In pratica sono servizi di fruizione pubblica (parcheggi, piazze, uffici postali, parchi, strutture sportive etc. etc. La legge, così come sta facendo l’esecutivo cittadino, permette anche in alcune situazione di autorizzare il costruttore a quantificare economicamente il valore di questi servizi che invece di realizzarli li corrisponde in soldi alle casse del Comune. Noi abbiamo chiesto cosa ne pensa l’architetto Brunello Di Cunzolo, esperto in materia ma anche da sempre partecipe alla politica battipagliese. “La monetizzazione delle aree standard è una esclusiva prerogativa dell’amministrazione ma può adottarsi solo quando l’esigenza di standard è palesemente soddisfatta, o per soddisfarla in conseguenza della monetizzazione dedicando il ricavato per la produzione di una attrezzatura pubblica a maggiore soddisfazione dell’interesse pubblico”. – Cosa pensa delle scelte in merito dell’esecutivo battipagliese? “Questa amministrazione, con attestazioni tecniche “discutibili” rilasciate ad “orologeria”, ha affermato in un recente passato, nelle sedi giudiziarie amministrative, la carenza di standard pubblici per impedire la edificazione a taluni, per poi applicare l’istituto della monetizzazione stranamente per altri. Un uso del potere discrezionale agito per determinare disparità di trattamento e clientelismo sfrenato. Mi chiedo: è dato al Dirigente di decidere quali istanze debbano essere “premiate” e quali “bocciate? – Il Consiglio comunale permette tutto ciò? “Non so se si prestano a questo “giochino” e non so se siano coscienti di essere strumento nelle mani di un manipolo di noti personaggi”. – Si può spiegare meglio? “Non v’è chi non veda che in questa città il vero “potere” è nelle mani di una lobby che pratica “traffico d’influenze “, in tal modo condizionando diritti e libertà garantite”.











