domenica, Giugno 13, 2021

Bcc, sistema in crescita in Campania Colombani: vanno ripensate le regole

La crescita del credito cooperativo si combina con la chiusura degli sportelli e l’abbandono del territorio da parte delle grandi banche. Un fenomeno rappresentato nella tavola rotonda organizzata da First Cisl Campania: “Il Credito Cooperativo tra Europa e coesione territoriale”. All’evento hanno partecipato il direttore generale di BCC Buonabitacolo Angelo De Luca, il direttore generale di BCC Campania Centro Fausto Salvati, il vice direttore generale di BCC Monte Pruno Federico Cono, il direttore generale di BCC Capaccio Paestum e Serino Giancarlo Manzi, il direttore Distretto Iccrea Salerno Francesco Vildacci. Nel corso del suo intervento, il segretario generale First Cisl Riccardo Colombani ha ribadito come “il nostro obiettivo è rilanciare il credito cooperativo che, nel corso degli anni della crisi finanziaria ed economica ha operato in controtendenza rispetto a tutto il sistema del credito, aprendo nuovi sportelli, evitando di fatto la debancarizzazione dei territori”. Dal 2000 al 2020 il numero degli sportelli delle Bcc è cresciuto da 2.954 (pari al 10,48% del totale) a 4.204 (pari al 17,90%), mentre nel periodo 2003-2019 i Comuni italiani che hanno registrato la presenza di una Bcc sono passati da 2.298 a 2.635, di cui in 650 costituiscono l’unica presenza bancaria. Nello stesso periodo, l’intero sistema del credito (Abi e Bcc) nel 2000 operava tramite 28.194 sportelli (34.139 nel 2008), ridotti a 23.481 nel 2020. I dati relativi alla Regione Campania riflettono l’andamento nazionale: gli sportelli del credito cooperativo sono aumentati a 152 (107 nel 1996), pari al 12,57% del totale regionale contro il 7,94% del 1996 (7,12% nel 2000). “Il credito cooperativo – ha continuato Colombani – sta vivendo un momento di grande contraddizione. La cessione a fondi specializzati di Npl, classificati come ‘inadempienze improbabili’, allontanerà le Bcc dai territori di riferimento. Le modalità di recupero, infatti, possono pregiudicare la sopravvivenza di piccole e medie imprese in temporaneo stato di difficoltà, distruggendo capacità produttiva e occupazione in quegli stessi territori sostenuti dalle Bcc per anni e anni. Insomma, una evidente distonia dovuta ai diktat della vigilanza. Il nuovo quadro normativo e regolamentare introdotto dalla riforma sta snaturando la biodiversità del credito cooperativo”. È necessario adottare ‘il principio di proporzionalità’ che consenta alle singole Bcc di essere sollevate da adempimenti gravosi. Ma è anche necessario colmare le distanze tra i gruppi cooperativi e le Bcc, valorizzando l’autonomia funzionale di ogni singola realtà. In una tale prospettiva – conclude Colombani – First Cisl darà il proprio contributo, affinché le
Bcc possano essere uno dei motori della ripartenza del nostro Paese”.

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