venerdì, Settembre 24, 2021

La denuncia. D’Acampora: un componente del collegio sindacale di Alba srl non può fare i comizi per la Francese

Entra nel vivo la campagna elettorale con scontri diretti tra la coalizione del centro sinistra capeggiata dal candidato sindaco Antonio Visconti e il raggruppamento civico della sindaca uscente Cecilia Francese. Ad alimentare le polemiche è Luigi D’Acampora, consigliere comunale uscente e candidato nelle fila del Pd, il quale rileva una violazione di legge – a suo dire – da Cecilia Francese e da un componente del collegio sindacale di Alba srl. “Con sommo stupore abbiamo visto un componente del collegio sindacale di Alba srl aprire il comizio di Cecilia Francese. L’art. 2399 del codice civile regola l’indipendenza dei sindaci e prevede che: Non possono essere eletti alla carica di sindaco e, se eletti, decadono dall’ufficio coloro che sono legati alla società o alle società da questa controllate o alle società che la controllano o a quelle sottoposte a comune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione d’opera retribuita, ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza. L’indipendenza – continua D’Acampora – è un requisito etico-soggettivo in grado di influenzare l’obiettività del sindaco. Poiché non è possibile individuare e definire tutte le circostanze e i rapporti rilevanti che possano comprometterne l’obiettività, il sindaco adotta un sistema di valutazione dei rischi per la propria indipendenza con riferimento allo specifico caso. È credibile nella sua indipendenza un membro del collegio che apre comizi e sta nel direttivo del movimento del sindaco? Dato che tutto il sistema dei controlli e, quindi anche quello pubblico, deve basarsi sul fatto che il revisore sia “realmente” indipendente dal soggetto revisionato, il problema è sostanziale e non solo formale, e si riassume nel concetto che “se il revisore non è indipendente, a nulla vale ciò che egli ha fatto o farà, perché non è credibile”. Del resto può partecipare alle decisioni politiche nelle riunioni di “etica” e poi controllare e vigilare le scelte del sindaco che lo ha nominato e che ha la tessera del suo movimento?

La ratio della norma – conclude Luigi D’Acampora – risiede nell’esigenza di garantire l’indipendenza di colui che è incaricato delle funzioni di controllo, in presenza di situazioni idonee a compromettere tale indipendenza, quando il controllore sia direttamente implicato nell’attività sulla quale dovrebbe, in seguito, esercitare dette funzioni di controllo”.

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