Comizio. Tuoni e fulmini di Di Cunzolo sulla Francese, Anzalone e Salerno

Secondo comizio in piazza Amendola del candidato sindaco Brunello Di Cunzolo (la foto lo ritrae nella conferenza stampa d presentazione della sua candidatura). L’architetto non ha tradito le aspettative: accuse circostanziate alla sindaca uscente Francese e a qualche candidato consigliere comunale. Di Cunzolo infiamma la campagna elettorale con delle vere e proprie denunce, chiamando in causa la Procura della Repubblica. “Sono convinto che nella magistratura salernitana ci sono tantissimi funzionari che fanno bene il proprio lavoro, quindi sarà smentito chi dice che godono di certe protezioni”. Di Cunzolo è un fiume in piena, insiste sulla cultura di camorra che lo ha visto anche querelato nel 2010, uscendone indenne perché la giustizia non ha ritenuto diffamatorie le sue esternazioni. “Noi non abbiamo offeso nessuno, quando faccio denunce politiche sono sempre sostenute da documenti pubblici. Chiunque li voglia consultare sono disponibile a fornirglieli, così può riscontrare quanto da me affermato”. Di Cunzolo rincara la dose gridando dal palco che lui non convive con chi ha avuto sequestrato il patrimonio per camorra e si fa chiamare imprenditore. Parla di offesa alla memoria di Libero Grassi, Giancarlo Siani e tanti altri assassinati dalla camorra e dalle mafie. Continua il battibecco a distanza con Salvatore Anzalone, costruttore, già candidato sindaco nel 2007, già consigliere comunale ed ex assessore con la Giunta Santomauro. “Anzalone mi ha chiamato vecchio rincoglionito. Caro Salvatore: hai visto quel film di quella persona che prende una botta in testa e comincia poi a dire tutte le verità, a denunciare tutte le malefatte senza più fermarsi. Io: sono caduto dalla culla”. Tuona Brunello Di Cunzolo. “Adesso dobbiamo anche dire delle “cofecchie” edilizie. “Gli standard urbanistici: ci sono o non ci sono? O sono solo per alcuni?”. Tira in ballo inoltre anche il dirigente all’ufficio tecnico Carmine Salerno. Ricorda infine alla Francese che nel 2016 si è fatta ricevere ed ascoltare dalla presidente della commissione nazionale antimafia Rosy Bindi, denunciando la cultura di camorra e chiedendo aiuto. “Oggi la Francese va a braccetto con chi lei aveva denunciato, rinnegando tutto quanto nei programmi del 2009 e del 2016”.

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