venerdì, Maggio 27, 2022

Battipaglia. Beni confiscati alla criminalità, l’opposizione chiede “conto” alla Francese

Beni confiscati alla criminalità organizzata, gli otto consiglieri comunali dell’opposizione alla maggiorana guidata da Cecilia Francese hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta. Azzurra IMMEDIATA Giuseppe Cuozzo, Giuseppe Provenza, Luigi D’Acampora, Gaetano Marino, Antonio Visconti, Domenico Zottoli e Alessio Cairone hanno formulato ben 11 quesiti all’Esecutivo e precisamente:

– se è stato predisposto un censimento di tutti “i beni confiscati ed acquisiti al patrimonio indisponibile
dell’Ente”, così come previsto dalla normativa di cui in premessa, e lo stesso sia stato successivamente
pubblicato sul sito web del Comune, secondo modalità per le quali risulti facilmente accessibile da parte
dei cittadini;


– su quali dei beni, tra quelli che risultano essere ormai acquisiti al patrimonio indisponibile dell’ente,
l’amministrazione ha avviato verifiche e controlli, finalizzate ad accertare se rispetto a quanto pattuito
nelle convenzioni sottoscritte dai vari assegnatari dei beni (ad esempio rispetto ai tempi per eseguire i
lavori di manutenzione del bene prima dell’inizio delle attività definite nel progetto e da svolgere con i
vari partners, alla predisposizione del rendiconto annuale del lavoro svolto e del Bilancio annuale) le parti
risultino, o meno, adempienti rispetto agli obblighi assunti;


– se si sono verificate ipotesi di revoca di alcune concessioni, con conseguente restituzione del bene al
comune;

-se la stessa amministrazione ha verificato, anche su sollecitazione degli stessi concessionari, sue eventuali inadempienze rispetto alla realizzazione di attività di sua competenza prodromiche e necessarie ad avviare le progettualità di cui alle convenzioni sottoscritte;

-se risultano ancora non ultimate, ed in ipotesi perché, le procedure aventi ad oggetto gli immobili
confiscati, rispetto ai quali l’ente ha già manifestato l’interesse all’acquisizione al proprio patrimonio
indisponibile, anche attraverso la presa d’atto dei decreti di destinazione dell’ANBSC (in particolare, ma
non solo, il riferimento è all’allegato articolo pubblicato su “La Città” del 13.10.20121, cfr. all. 1);

-se la normativa di settore, qualora si tratta di immobili anche solo parzialmente abusivi, consente la
sanabilità del bene oggetto del provvedimento di confisca, al fine di consentirne il recupero e la successiva destinazione a scopi sociali (rif. art. 51, c. 3 ter D. Lgs. N. 159/2011; in particolare, ad esempio, deliberazione di giunta comunale n. 207 del 17.11.2021);

-se, ad oggi, l’amministrazione ha avviato la procedura di partecipazione all’avviso pubblico avente ad
oggetto la “Valorizzazione dei beni confiscati alle mafie finanziato dall’Unione Europea”, di cui
all’allegato estratto (cfr. all. 2);

-se sono stati predisposti, e con quale esito, progetti di riqualificazione dei beni confiscati, in particolare se l’amministrazione ha intenzione di destinarne alcuno di essi a sede di una biblioteca;

-se l’amministrazione è interessata a presentare un avviso esplorativo, contenente l’elenco dei beni
confiscati da affidare con successivo bando, invitando le associazioni che operano sul territorio, in tal
modo attraverso uno strumento di massima partecipazione, a manifestare la propria intenzione a volerli
utilizzare e destinare per la realizzazione di attività di interesse sociale e culturale. Ad esempio, verificare
se sussiste la volontà di utilizzare alcuni lotti di terreno, da parte delle associazioni di volontari che
operano sul territorio in difesa dei diritti degli animali, come stallo momentaneo di questi ultimi prima del
loro definitivo collocamento;

-se alcuni di questi beni sono stati, o sono ancora attualmente, destinati ad attività lucrative e secondo quale modalità avviene il reimpiego dei proventi ottenuti del loro esercizio;

-se, in particolare, successivamente all’aggiudicazione definitiva, è stata redatta determina di presa d’atto dell’affidamento stesso, relativa al progetto denominato “Il tempo supplementare”, Pon Legalità 2014- 2020, finanziato dal Ministero dell’Interno per Euro 1.431.012,81, con Decreto n. 3021 dell’11.05.2018, a distanza di più di tre anni, si sia conclusa, atteso che per la natura di questo finanziamento, i tempi da rispettare sono stringenti, pena la revoca del finanziamento stesso; se si è provveduto alla nomina di un Rup, se si è costituito lo staff per la direzione dei lavori; se, è stato predisposto un programma dettagliato con indicazione della durata dei lavori e dei costi totali; se sono iniziati i lavori.

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