mercoledì, Maggio 25, 2022

Battipaglia. Banca Campania Centro, solidarietà e cooperazione con la Caritas e la Diocesi

Disagio sociale nelle realtà territoriali provinciali, avviati dalla Banca Campania Centro contatti con la diocesi per combattere la povertà. Distribuite circa 32 tonnellate di generi alimentari non deperibili divise in 1.500 pacchi nel periodo natalizio. “C’è la necessità sempre più evidente di un coordinamento territoriale per affrontare un tema come quello del disagio sociale e più in particolare quello della povertà storica. La pandemia sta rendendo sempre più evidente questa necessità”. Il presidente della Banca di Credito Cooperativo Campania Centro, Camillo Catarozzo, lancia l’allarme. “Siamo una banca di comunità – prosegue Catarozzo (nella foto) – e abbiamo la possibilità di monitorare più facilmente il territorio. Nelle parrocchie, nelle associazioni di volontariato, negli enti, quasi sempre ci sono dei nostri Soci che ci segnalano le necessità che da quegli osservatori privilegiati arrivano ogni giorno”. Da questa considerazione la Banca con sede a Battipaglia ha avviato dei proficui contatti, tra gli altri, con il Vicariato per la Carità della Diocesi di Salerno e la Caritas diocesana. “La Chiesa di Salerno è da sempre fortemente impegnata in quest’opera di sostegno – ha dichiarato Catarozzo – e con essa vogliamo confrontarci e progettare un lavoro che copra non solo determinati momenti dell’anno. Sappiamo che alcuni progetti permanenti, promossi dalla diocesi sono già in corso, per altri vogliamo verificare come creare una rete diffusa sul territorio. La povertà oltre a privare le persone di beni necessari per vivere, rischia di minare la stessa dignità dell’essere umano e impoverisce anche l’intero territorio. Una comunità che non affronta il tema della povertà dei suoi appartenenti, non può crescere, non può svilupparsi nella sua interezza e favorisce il lavoro nero, l’illegalità, la violenza. Non si può costruire speranza se non si parte da chi dalla speranza è stato escluso. Per fare ciò è necessario perseguire l’economia della carità e non la carità nell’economia”.

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