domenica, Maggio 29, 2022

Capitale italiana della cultura 2024: candidata l’Unione Comuni Paestum Alto Cilento

Il presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese ha nominato il consigliere provinciale Francesco Morra componente della cabina di regia per la candidatura dell’Unione Comuni Paestum Alto Cilento a Capitale italiana della cultura 2024. 

“Il consigliere Morra – dichiara Michele Strianese – all’interno del Consiglio provinciale è il delegato alle Politiche culturali, valorizzazione e conservazione del patrimonio museale delle biblioteche e dei beni culturali dell’Ente e sarà lui il referente che rappresenterà Palazzo Sant’Agostino nella cabina di regia, a seguito della richiesta del sindaco di Capaccio-Paestum, dopo che “La cultura dell’Unione”, il dossier di candidatura dell’Unione Comuni Paestum Alto Cilento è stato selezionato dalla commissione del Ministero della Cultura tra i dieci finalisti per il titolo di Capitale italiana della cultura 2024.”

“Paestum Alto Cilento – dichiara Francesco Morra – è l’unica realtà campana in lizza ed è anche l’unica unione di comuni in competizione a livello nazionale. Dovrà sfidare importanti competitor del panorama italiano: Ascoli Piceno, Chioggia, Grosseto, Mesagne, Pesaro, Sestri Levante con il Tigullio, Siracusa, Viareggio, Vicenza. Già il fatto di essere riusciti a rientrare tra i dieci finalisti è un ottimo risultato, che dimostra quanto sia importante fare squadra e lavorare in sinergia per far emergere le eccellenze di un territorio che racchiude enormi potenzialità. La candidatura, come sottolineato dal sindaco e presidente Unione Comuni Francesco Alfieri, rappresenta a tutti gli effetti un piano strategico di sviluppo culturale dell’intero comprensorio. 

Sono undici i comuni che da circa vent’anni fanno parte di “Paestum Alto Cilento”. Sono Agropoli, Capaccio-Paestum, Cicerale, Giungano, Laureana Cilento, Lustra, Ogliastro Cilento, Perdifumo, Prignano, Rutino e Torchiara, a cui si aggiungono, in vista della candidatura, 107 partner e tre siti Unesco. 

Una sfida ambiziosa – continua Morra – considerata la recente conquista di Procida, ma non per questo meno fattibile. Ritengo vincente l’idea di promuovere il patrimonio materiale e immateriale del territorio e di dare lustro a un tesoro che va dalle eccellenze gastronomiche ai saperi dell’artigianato, dalla straordinaria bellezza archeologica al potere seduttivo di un paesaggio che conquista migliaia di turisti provenienti da ogni angolo del mondo. Si tratta di un patrimonio di straordinaria valenza che ha saputo condividere esperienze nell’ottica di una strategia integrata in cui è la cultura il filo rosso che lega insieme progetti, idee, ambizioni”. 

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