venerdì, Dicembre 9, 2022

Battipaglia. Gli incontri di Civica Mente: il Puc per Belvedere è solo un sogno nel cassetto

“Questo primo incontro è stato molto partecipato, avendo visto l’intervento di nuomerosi cittadini, tecnici e consiglieri comunali di maggioranza e minoranza” – afferma il Segretario Politico di Civica Mente, Valerio Giampaola -. Si è arrivato a questo PUC senza passare attraverso un’attività di confronto con i quartieri. Norme e regolamenti prevedono che la fase di ascolto sia partecipata anche dai comitati di quartiere, che purtroppo questa Amministrazione, restia alle forme di partecipazione, non ha mai avviato. Questa mancanza si rispecchia nell’attuale Piano, che non nasce dalle necessità e dai bisogni dei cittadini, rispettando freddamente quanto dicono le prescrizioni sugli standard ma senza una visione organica della città. Emblematico è proprio il caso di Belvedere, che di fatto è rimasto un quartiere completamente staccato dalla città e chiuso tra quelle barriere che la mancata pianificazione del passato ha costruito, chiudendolo tra ferrovia, autostrada e svincolo autostradale. Con questi incontri, stiamo cercando di ovviare alla mancata partecipazione voluta dall’Amministrazione ed includeremo nelle nostre osservazioni quanto apprenderemo dai cittadini in questi incontri svolti nei quartieri”. Civica Mente entra nel merito delle problematiche urbanistiche, con i propri tecnici ha analizzato l’impatto nelle periferie cittadini; l’ultimo incontro sotto i riflettori proprio Belvedere, che da sempre è detto quartiere dormitorio. “Un ulteriore aspetto che abbiamo evidenziato in questo piano è la mancanza di una indicazione delle opere e dei progetti che si vogliono realizzare nelle zone per cui sia previsto interesse pubblico” – specifica l’Architetto Giovanni Montella, coordinatore dello gruppo di studio del Piano – “Viene a mancare, in tal modo, una progettazione che consenta quella trasformazione del quartiere utile ai bisogni di chi vi abita. La decisione di affidarsi ai singoli comparti ha, di fatto, rispettato quanto previsto dalle norme da un punto di vista quantitativo, senza tener conto dei reali impatti sulla qualità di vita dei cittadini. Un esempio lampante è l’omessa previsione di un unico spazio verde che possa soddisfare l’esigenza degli abitanti del quartiere, che da decenni rivendicano la realizzazione di una villa comunale. Manca, inoltre, la programmazione di quegli attrattori che consentano di rendere Belvedere un luogo dove le persone possano trovare interesse nel vivere. Per un PUC rimasto mesi nel cassetto, la riqualificazione urbana è rimasta ancora un sogno nel cassetto”.

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