giovedì, Dicembre 1, 2022

Tombola napoletana e bingo: che differenza c’è?

Quando si parla di giochi da sala, molte attrazioni rischiano di risultare piuttosto simili tra loro. Si pensi ad esempio al blackjack e al 7 e mezzo, in cui il compito è quello di ottenere più punti del banco cercando di non superare però una determinata soglia nello score. A rischiare maggiormente di essere confusi tra loro sono però la tombola e il bingo, due giochi ad estrazioni che vengono praticati anche in apposite sale. Ad un primo impatto superficiale, la sensazione è che effettivamente non ci sia chissà quale differenza tra i due giochi, in quanto i partecipanti non devono fare altro che segnarsi i risultati delle estrazioni. Le origini di tombola e bingo, comunque, sono molto diverse.

La prima nacque come forma di protesta del popolo napoletano in seguito alla sospensione del lotto nel periodo natalizio, voluta da Re Carlo III di Borbone. A quanto pare la tombola si diffuse ben presto nel resto d’Italia e solo in un secondo momento fu riconosciuta la paternità del gioco al territorio campano. Il bingo, invece, è stato inventato quasi per caso, dopo che nel corso di una partita di beano in Georgia un giocatore gridò per sbaglio “bingo” storpiando il nome del gioco, per poi adottare questo termine per un gioco che avrebbe promosso lui stesso da lì a breve, partendo da New York. In Italia, dove la tombola faceva già parte della cultura popolare, il bingo è arrivato solo sul finire del secondo millennio.

Se la tombola può essere giocata anche in casa, il bingo è quasi esclusivamente appannaggio delle grandi sale, sebbene sia possibile reperirne anche qualche versione in scatola. Le vincite, infatti, devono essere soggette a controlli fiscali e i distributori di palline numerate devono essere sostituiti ogni 5.000 partite. Anche nel caso del bingo online vengono utilizzati macchinari veri e propri, in quanto attraverso le piattaforme di intrattenimento gli utenti visualizzano l’azione di gioco che si svolge in una sala vera e propria. Le regole, pertanto, rimangono le stesse.

A livello pratico, la principale differenza tra tombola e bingo risiede nei premi che vengono erogati. Nel bingo non esistono infatti ambo, terno e quaterna, ma si parte dalla cinquina. Quando vengono marcati tutti i numeri di una cartella si ha diritto al premio maggiore, ma per il bingo quest’ultimo può conoscere più varianti a seconda del numero di estrazioni eseguite prima di quella vincente. La tombola è legata alla tradizione natalizia e folkloristica, come dimostra anche l’utilizzo dei significati dei numeri presi in prestito dalla Smorfia. Non è un caso se proprio in Campania si svolgono iniziative come “la tombola vivente”. Nel bingo, invece, i numeri sono fini a se stessi e lo scopo del gioco è semplicemente quello di tentare la fortuna, considerando anche che non è richiesta nessuna abilità specifica ai partecipanti.

Oggi, a distanza di un paio di decenni, il bingo sta perdendo smalto in Italia, dove la tombola ha sempre la preferenza. Le sale di bingo si sono così ridotte a poche centinaia, causa la mancata concessione delle licenze per le aperture delle sale. Come se non bastasse qualche sala da bingo si ritrova anche nel mezzo di querelle con i Comuni per la prossimità con i luoghi di culto. Una delle regole che i gestori devono seguire risiede proprio della distanza da scuole, ospedali e chiese. Forse è anche per questo che la tombola si sposa meglio con lo spirito familiare.

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