sabato, Febbraio 4, 2023

Il dibattito. L’arch. Pesce: Questo è il Puc del cemento e dell’approssimazione, senza una visione della città

Battipaglia. Continua il dibattito intorno al Piano Urbanistico Comunale che dovrebbe dare un nuovo assetto a Battipaglia. Abbiamo intervistato a tale proposito l’architetto Valeriano Pesce, componente del Direttivo INU Campania. Il tecnico ha voluto precisare che in questa querelle sul Puc  interviene non come membro dell’Istituto Nazionale Urbanistica ma come libero professionista, o meglio, come gli piace definirsi, professionista libero. L’ultimo spunto del serrato confronto giunge dall’incontro promosso da CivicaMente e Prima Battipaglia che si stanno recando settimanalmente nei quartieri per spiegare alla gente il Puc. “L’Istituto Nazionale Urbanistica (INU), sezione Campania a cui appartengo da circa 20 anni, attento nel monitorare le dinamiche urbanistiche sul territorio, ha deciso di istituire, su mia sollecitazione, un laboratorio a Battipaglia, proprio perché allertati dal notevole malcontento che vive la città, misurato nei numerosi ricorsi amministrativi volti ad impugnare il Puc e numerose osservazioni, che si consumano proprio per la mancata partecipazione e per “non” soluzioni (!) che vengono proposte alla città senza diritto di replica.

Con la mancata partecipazione è venuta meno la pianificazione come processo, e si è pietrificata la pianificazione come progetto, proposto come un abito prêt-à-porter, e non un abito sartoriale (su misura) che la città richiedeva, e meritava, da 50 anni”.

  • – Lei ha evidenziato diversi problemi sulla cartografia, ci può spiegare?

“I numerosi errori cartografici, ovvero “errori di graficismo”, riscontrati su tutte le tavole del Puc, richiedono un accurato aggiornamento cartografico con la consecutiva revisione dell’adottando Piano Urbanistico Comunale. Tali errori non derivano da un (probabile) errore sistematico dall’utilizzo di una cartografia di base datata, poiché in alcuni casi, mentre compaiono ancora fabbricati e manufatti demoliti da decenni, contemporaneamente compaiono fabbricati ultimati di recente. Non si comprende il criterio adottato per l’adeguamento cartografico.

Questi errori, risolvibili facilmente, hanno sicuramente indotto i progettisti in errore sulle scelte progettuali ed hanno alterato anche qualsiasi (efficace) misurazione del carico urbanistico delle aree oggetto di intervento. Eppure, oggi le tecniche geomatiche disponibili consentono tutto ciò in modo estremamente semplice, economico e soprattutto trasparente, poiché ogni scelta o proposta urbanistica è istantaneamente misurabile, e verificabile, da chiunque, e non solo dagli addetti ai lavori.

Mi spiace che dai titoli sui giornali locali negli ultimi giorni sembrerebbe che i problemi del Puc siano limitati solo a questi “clamorosi” errori cartografici. Il problema è molto più ampio e profondo. Evidenziare gli errori cartografici è stata solo una provocazione: come può esserci un buon piano, se non si conosce perfettamente il territorio?”.

  • Ha letto la replica dell’Amministrazione comunale? Pare sia solo un refuso, la cartografia è aggiornata

“Mi ha lasciato perplesso leggere che si è trattato solo di un “refuso”, la cartografia è “aggiornata”. Qua non stiamo discutendo del pensiero filosofico o di meccanica quantistica: basta un telefonino e Google per constatare che sono riportati (tanti) fabbricati demoliti (allora la cartografia è vecchia) ma ci sono fabbricati ultimati da qualche mese (allora la cartografia è aggiornata) siamo tutti confusi. Poi la vicenda del rettangolo delle Bermuda, è essa stessa una grande provocazione, ma è diventata lo stendardo dell’approssimazione e della superficialità che è stata riversata in questo Puc. E’ evidente che è stato “solo” un errore nel taglio cartografico, facilmente risolvibile, ricostruendo (tutte) le tavole. Non li ho mica “raccontati” gli errori, li ho illustrati con slide e filmati. Sono sotto gli occhi di tutti. Battipaglia dopo 50 anni meritava più attenzione! Eppure non mi spiego questi clamorosi errori; l’ho già dichiarato altrove e lo ribadisco qua: conosco i progettisti, e sono dei tecnici di altissimo profilo; il gruppo Mate in particolare è di livello europeo ed insieme a Boeri ha redatto il Masterplan Salerno Sud, che io stesso ho definito in più interventi pubblici, un lavoro eccellente.

L’Amministrazione deliberò la famosa Delibera di Consiglio Comunale n.66 del 2017 (con Ivonne De Notaris) che era perfetta per Battipaglia, aveva il plauso dell’INU e seguiva le tendenze dell’urbanistica mitteleuropea: consumo di suolo zero, rigenerazione urbana, densificazione ecc.

E’ stato un grande peccato che con questo Puc tutti i punti di quella delibera sono stati sistematicamente disattesi. Abbiamo perso una grande opportunità. Abbiamo perso tutti, anche l’Amministrazione. E quando qualcuno contesta, replicando che i “comparti” sono solo di rigenerazione, ci deve spiegare, senza entrare in questioni di semantica, il significato di “Comparti Aree di nuova edificazione”.

  • Qual è la sua opinione sulle scelte proposte dal Puc?

“Io personalmente, ed è una mia opinione, le ritengo“discutibili”. I progettisti hanno praticamente operato per “comparti”, (i vecchi PUA: Piano Urbanistico Attuativo), ci si è dimenticati che il Puc vale più della somma delle singole parti, che tra l’altro come proposte, non sono nemmeno relazionate tra loro sia con una logica (sostantiva) che per opportunità: sono solo dei “vuoti” (ancora) non costruiti, che vengono occupati da “improbabili” scelte edilizie, con ragionamenti algebrici su un “presunto” fabbisogno edilizio inondando di cemento aree preservate libere per decenni da tutte le amministrazioni finora succedutesi, per una migliore soluzione (vedi Villa Comunale Belvedere) che certamente (a mio parere) non è quella che si propone oggi.

Ma poi, siamo sicuri che a Battipaglia servono tutti questi alloggi? Il dimensionamento fu proposto dal PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) nel lontano 2013. E’ cambiato tutto da allora. Una decrescita demografica lineare. Battipaglia da oltre 50mila abitanti è scesa a 49mila, e di questi l’8,5% sono stranieri residenti. E’ stato fatto un inventario degli alloggi non occupati in città? C’è stato il Covid, la Guerra. Le esigenze di una città moderna oggi sono altre, più ambiziose, più moderne, come è l’attuale urbanistica che è orientata verso il consumo di suolo zero, e l’INU è attentissima su questo.

Non voglio tediarvi con studi urbanistici, basta guardare Salerno che con scelte coraggiose è diventata una città europea. A mio avviso Battipaglia ha bisogno solo di una intelligente riqualificazione, con recupero di spazi da destinare a verde, parcheggi ed attrezzature e con un ammagliamento, non ri-ammagliamento, dei quartieri, che non finora non sono stati mai ammagliati alla città”.

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