venerdì, Aprile 12, 2024

Battipaglia e Africa unite nel sociale grazie alla meravigliosa iniziativa “Atletico For Senegal”

Battipaglia e Senegal, Campania e Africa unite da un cordone invisibile fatto di amicizia e comune amore e dedizione per il calcio. Si rinnova per il secondo anno consecutivo l’iniziativa sociale “Atletico For Senegal” dell’Atletico Battipaglia, che vede la società gialloblù far recapitare nello Stato africano tutto il materiale sportivo necessario per una squadra di calcio locale, che permetterà loro di disputare al massimo delle possibilità il campionato di calcio.

Ad illustrare l’iniziativa è il Presidente dell’Atletico Battipaglia, Armando D’Ambrosio: «L’iniziativa nasce dal contatto con Ndiaga Sarr, calciatore senegalese che ha militato nell’Atletico nella stagione 19/20. Dallo scorso anno, in seguito alla riapertura ai viaggi dopo la pandemia, abbiamo avviato una collaborazione inviando materiale sportivo per permettere a ragazzi del posto di affrontare un campionato di calcio. Questo è il secondo anno che realizziamo ciò e siamo certi che questa collaborazione continuerà anno dopo anno».

Atletico For Senegal” è divenuto rapidamente un appuntamento importantissimo per l’Atletico Battipaglia, da sempre attivo in ambito sociale e intenzionato a lanciare, attraverso lo sport, messaggi importanti e che in qualche modo si riallacciano a quello che è il significato primordiale del calcio: essere dalla parte degli ultimi, portare la gioia dello stare insieme e del divertirsi dando calci a un pallone. Rispettarsi e abbracciare le differenze di ognuno, proprio perché nel calcio non esiste mai un singolo, ma una squadra, un collettivo.

L’obiettivo di Patron D’Ambrosio è quello di portare personalmente il materiale in Senegal, per assorbire dal vivo tutta la gioia dei giovanissimi che potranno beneficiarne: «L’auspicio è che sempre più squadre, specialmente in queste categorie, possano aprirsi a più iniziative a sfondo sociale e benefico. Che i messaggi propositivi e illuminanti per le nuove generazioni partano da noi, che più di tutti viviamo i quartieri e le realtà più ristrette».

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