venerdì, Aprile 12, 2024

Battipaglia. Giustizia negata alla sig.ra Patrizia D’Addario, il Prof. Avv. Pasquale Rago ricorre alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo

E’ prescritto il reato di diffamazione a mezzo stampa che vede come persona offesa la signora Patrizia D’Addario (nella foto in alto a destra). La richiesta d’archiviazione l’ha fatta il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania in data 9 novembre 2023. Un caso d’ingiustizia tutto italiano? Pare proprio di sì. La signora D’Addario propose querela (in data 30 novembre 2017), nei confronti di una persona che fece delle esternazioni penalmente rilevanti. Esternazioni pubblicate il primo settembre 2019 sul profilo facebook della persona offesa a seguito di articoli pubblicati su alcune testate giornalistiche online di Bari. Le indagini, affidate al P.M. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, si concludevano con l’imputazione di diffamazione a mezzo stampa e il relativo decreto di citazione a giudizio e fissazione della udienza per il giorno 19 giugno 2023 innanzi alla Prima Sezione Penale del Tribunale di Bari Giudice dott. Mastropasqua.

Dopo 6 anni la macchina della giustizia penale si avvede che è competente per territorio la Procura di Catania e in data 25/07/2023 viene trasmesso il fascicolo d’indagine. Giunto in terra sicula il magistrato chiede lumi al collega pugliese, il quale gli riferisce che non c’è stata alcuna udienza in merito al procedimento di diffamazione che vede la D’Addario persona offesa.

Nel frattempo, passato tutto questo tempo, Catania archivia per prescrizione ovvero per il decorso del tempo senza che vi sia stato il processo e l’imputato si salva da una sicura condanna.

Sulla negata domanda di giustizia, il prof. avv. Pasquale Rago (nella foto in alto a sinistra), difensore della signora Patrizia D’Addario ha proposto un articolato e certosino ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – CEDU – per manifesta violazione di legge degli articoli 6 § 1, 8, 13 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e contestualmente alle manifeste violazioni di legge di cui al vigente Codice di Procedura Penale.

Il legale battipagliese ha chiesto la condanna dello Stato Italiano per tutti i danni patiti e patendi sia patrimoniali che morali, oltre che di reputazione, immagine, dignità et similia nonché per le manifeste violazioni di legge sia dei principi generali del diritto che dei diritti costituzionalmente garantiti a tutela di ogni singolo cittadino dello Stato membro.

Sarà la adita Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – CEDU -presso il Consiglio d’Europa – Strasburgo – Francia – a fissare il calendario di udienza.

La Sig.ra Patrizia D’Addario con la proposizione del ricorso intende anche tutelare gli interessi di coloro che si ritrovano nella medesima situazione vissuta.

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