Amalfi. Giornata di ricerca sulla qualità dell’aria: UNISA incontra gli studenti dell’I.C. “G. Sasso”

I bambini di Amalfi diventano piccoli scienziati ambientali del laboratorio diffuso per il monitoraggio ambientale su tutto il territorio comunale. È partito il progetto di ricerca “Amalfi 4.0 CityZen Science”, sviluppato in sinergia tra il Dipartimento di Chimica e Biologia dell’Università di Salerno, diretto dal Professore Carmine Capacchione, e il Comune di Amalfi, guidato dal Sindaco Daniele Milano. Le classi prime e seconde delle medie dell’Istituto Comprensivo “G. Sasso” hanno incontrato al Salone Morelli i docenti dell’Università di Salerno: una vera lezione sui principali inquinanti atmosferici, a cui ha fatto seguito la consegna della provetta per campionare il biossido di azoto con relativo tutorial. Un’intera mattinata dedicata all’ambiente ad Amafi, in cui si sono mossi in contemporanea due eventi, il primo dedicato all’aria e il secondo alla pulizia dei fondali marini.

«Cielo e mare. L’ambiente è la nostra risorsa prioritaria, dobbiamo difenderla e preservarla. Voi dovete essere tanti piccoli vigili, controllare che nessuno butti cartacce per strada o abbandoni i rifiuti. Noi siamo tanto importanti per la nostra città e vi chiediamo di aiutarci a capire se la nostra aria è buona. Oggi vi proponiamo di essere cittadini responsabili. Siamo molto orgogliosi delle nostre scuole. In bocca al lupo a tutti», afferma Ilaria Cuomo, Assessore all’Ambiente di Amalfi, salutando le classi coinvolte in Amalfi 4.0 Cityzen Science.

In rappresentanza dell’università di Salerno, ad introdurre la più ampia progettualità City Science sono intervenute Oriana Motta, del Dipartimento di Medicina e Maria Ricchiardi del Dipartimento di Chimica e Biologia.  Alla fase di apprendimento, seguirà la raccolta dati, con la distribuzione di 100 campionatori passivi ai ragazzi da esporre per tre settimane sulle finestre e balconi delle loro abitazioni. Sono state fornite le istruzioni per l’individuazione della posizione geografica del luogo dove posizionarli e, trascorse tre settimane i ragazzi chiuderanno i campionatori e li consegneranno per le analisi per la realizzazione di una mappa della zona con i valori di ossidi di azoto rilevati. I campionatori saranno dotati di un codice a barre esclusivo di identificazione e saranno collegati ad un’App digitale, utilizzabile dal cellulare, che garantirà la tracciabilità di ogni provetta.

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