martedì, Gennaio 20, 2026

Battipaglia. Tutta la verità sul papocchio della Pompa di Benzina di via Domodossola (vedi in esclusiva tutti gli atti sul procedimento)

Papocchio Pompa di benzina, la delibera della Giunta Comunale n. 79 dell’8 aprile 2022 fa emergere la verità dei fatti. Il provvedimento amministrativo, votato favorevolmente dalla sindaca Cecilia Francese, dalla vice sindaca Maria Catarozzo e dagli assessori Francesca Giugliano, Egidio Mirra e Paolo Palo (assenti a quella seduta gli assessori Lambiase, Rocco e Chiera), ha sancito la stipula della convenzione urbanistica tra il Comune e la Cascone C. srl.

Oggetto dell’accordo: l’acquisizione di aree a standard, la realizzazione di opere di urbanizzazione, con il rilascio del permesso a costruire.

La proposta, approvata dalla Giunta Francese, è stata presentatara dal dirigente dell’ufficio tecnico e dal R.U.P., con tutti gli allegati del progetto esecutivo e i pareri favorevoli per la costruzione della Pompa di Benzina e la realizzazione dell’Oasi ambientale.

Nello schema di convenzione, a pagina 7, si legge: “… il responsabile del procedimento, esprimeva, da ultimo, parere favorevole in ordine all’accoglimento della stessa, subordinando il rilascio del Permesso di Costruire alla sottoscrizione di opportuna convenzione per la cessione ed urbanizzazione dell’area compensativa, determinando il contributo di costruzione …”.

Di fatto anche se non è stato rilasciato il permesso a costruire, l’Esecutivo ha preso impegno a tal fine.

Nelle more della vicenda sono avvenuti almeno due episodi amministrativi importanti: il primo la sospensione del nulla osta dei vigili del fuoco e il secondo il parere negativo del funzionario comunale sulla viabilità e le distanze.

Situazioni che hanno determinato la riforma del progetto della Pompa di Benzina da parte del soggetto proponente, oltre ai ricorsi presentati dinanzi al TAR.

Ultima questione, non di poco conto, il sequestro preventivo di tutta l’area su cui doveva sorgere sia l’impianto di Carburanti che l’Osai comunale.

L’inchiesta è condotta dai magistrati della direzione distrettuale dell’antimafia sulla famiglia Cascone ed altri, precisando che nessuno dell’Amministrazione è rimasto coinvolto.

È , infine, chiarissima la vicenda: i fatti e gli atti sono questi.

Con un solo grande dubbio: l’acquisizione dell’area al patrimonio dell’Ente, per la costruzione dell’Oasi, avrebbe dovuto avere l’ok del Consiglio comunale? per produrre gli effetti voluti?

Vedi la delibera di Giunta, lo schema di convenzione, gli allegati, la proposta del dirigente, l’atto di acquisizione del terreno e l’istanza del permesso a costruire.

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