Salerno. C’è il primo decesso da “West Nile virus”, la temibile febbre del Nilo trasmessa dalla puntura di una zanzara. Purtroppo, il fisico già minato da un tumore del 59enne originario di Altavilla Silentina non ha retto alla nuova e inaspettata aggressione.
Nel frattempo la macchina sanitaria lavora alacremente per arginare e sconfiggere questa infezione, preoccupante soprattutto per chi ha già problemi di salute.
Dal primo caso a metà agosto sono circa 10 i pazienti ricoverati presso la Clinica Infettivologica guidata dal prof Pagliano e l’U.O di Malattie Infettive di Salerno, guidata dal dr Alfonso Masullo.
I pazienti ricoverati per lo più anziani o con comorbidità preesistenti hanno manifestato la sintomatologia neurologica che è la forma più grave dell’infezione da west Nile virus. Ossia forme di franca encefalite, che in rari casi, può essere letale.
L infezione da west Nile è una arbovirosi, ossia una infezione mediata da artropodi vettori, nello specifico zanzare della specie culex. Dopo un periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta, variabile fra 2 e 14 giorni, l’infezione decorre in maniera asintomatica nella maggioranza dei casi e in un 20/% si manifesta in maniera paucisintomatica con febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, eruzioni cutanee.
Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona: nei bambini è più frequente una febbricola, nei giovani adulti febbre mediamente alta, congiuntivite, cefalea e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.
L 1% dell’EP persone infette (1 persona su 150), possono presentare febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma.
Nell’ ultimo mese i pazienti, trattati nella Clinica Infettivologica e U.O di Malattie Infettive di Salerno, con sintomatologia neurologica da encefalite e sottoposti a rachicentesi diagnostica, sono stati studiati anche per infezione da west Nile.
Si tratta di pazienti provenienti dalla piana del Sele, dai picentini e anche da Bellizzi e Battipaglia.
Non esistendo una profilassi attiva (vaccinazione) per tale virus, diventa fondamentale sia la protezione individuale alle punture da zanzare (repellenti, zanzariere, abiti coprenti, evitare ristagni di acqua) sia la calendarizzazione di trattamenti larvicidi e adulticidi da parte degli organismi preposti.











