Francesco Falcone rientra in Consiglio comunale dopo 28 mesi di assenza e oltre a dichiarare di essere innocente annuncia la sua candidatura a sindaco.
L’ex presidente del parlamentino battipagliese fu sospeso con decreto prefettizio dalla sua carica perché il 16 giugno del 2022 è stato destinatario di una misura cautelare agli arresti domiciliari.
Ordinanza firmata da Alfonso Scermino, Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta di Elena Cosentino, PM della Procura della città capoluogo della provincia.
La procura della Repubblica gli contesta le ipotesi di reato d’abuso d’ufficio e di tentata concussione ai danni di Francesco Siani, venditore ambulante. Allo stato è in corso il processo e Franco Falcone è difeso dagli avvocati Raffaele Francese e Andrea Castaldo.
Ieri sera il ritorno.
La minoranza, Azzurra Immediata, Gaetano Marino, Maurizio Mirra, Domenico Zottoli e Giuseppe Provenza, non vota la presa d’atto del rientro di Falcone uscendo dal Consesso.
Immediata e Provenza ritenfono che il Consiglio comunale non deve deliberare su una nota prefettizia. Entrambi si rivolgono al segretario generale del Comune contestando la correttezza della procedura, sostenendo che la sospensione sia cessata per legge decorsi i 18 mesi.
Pertanto, per il Consigliere Falcone non c’è la necessità di alcuna deliberazione. Sulla stessa linea Maurizio Mirra che addirittura mette in dubbio gli atti votati dal Consiglio negli ultimi 10 mesi, con la presenza in aula della consigliere Napoli, che a suo dire avrebbe dovuto lasciare il posto prima.
Al termine del voto della maggioranza Francesco Falcone prende posto tra gli scranni del Civico consesso e il presidente Angelo Cappelli gli concede la parola.
Falcone tra le mani custodisce dei fogli con sopra scritto il proprio discorso, “ho ascoltato il consiglio di qualche amico e ho deciso di leggere quello che ho da dire anche se sono abituato a parlare a braccio”.
L’esponente politico del gruppo “Per Cecilia” nei suoi circa dieci minuti d’intervento ringrazia gli amici e soprattutto la famiglia e il figlio minore, che gli sono stati vicini nel periodo dei 4 mesi circa di arresti domiciliari e per gli altri 14 mesi per l’obbligo di firma.
Ringrazia una parte del Consiglieri comunali, un’altra no, senza citare nessuno. Si discolpa dalle accuse, che gli hanno provocato prima la misura cautelare e dopo il processo tuttora corso. “Ho le mani bianche, pulite come questi fogli. Non ho mai fatto male a nessuno, non mi sono mai approfittato di nulla”. Si dichiara innocente. Si ritiene estraneo alla vicenda, adombra anche strani movimenti di poteri forti.
Al termine annuncia che alle prossime elezioni amministrative sarà candidato sindaco e auspica che possa essere appoggiato dalla prima cittadina e dall’attuale maggioranza.
Una chiosa che ha spiazzato probabilmente tutti.









