Battipaglia. Ieri sera vibranti proteste in Consiglio comunale. Una cinquantina di persone sono salite a palazzo di città per chiedere alla prima cittadina provvedimenti urgenti sia sulla sicurezza che sull’inagibilità dello stadio Luigi Pastena. Dopo gli interventi di alcuni consiglieri comunali che hanno fatto le loro comunicazioni proprio su questi due ultimi temi dal pubblico è stato chiesto di potere prendere la parola. L’assise ha concesso a due di essi di sedersi nel parlamentino e di fare una reprimenda alla sindaca sulla mancanza di sicurezza per le strade cittadine. Sotto accusa lo scarso impegno dell’Amministrazione a fronte delle continue risse tra extracomunitari, le aggressioni e i furti continui ai danni delle persone e degli esercenti pubblici. I cittadini chiedono alla sindaca risposte immediate e si rendono disponibili anche a fare le ronde se autorizzate. Il clima è da stadio tanto che poi la discussione passa proprio sul Luigi Pastena. Interviene una seconda persona, uno storico tifoso, e muove nuove accuse alla sindaca. Chiede con forza di conoscere i tempi della promessa ristrutturazione e di autorizzare la presenza allo stadio, quando la Battipagliese gioca in casa, di almeno 500 persone superando il limite di 200. In aula c’è anche il presidente della Battipagliese Massimiliano Corrado, invitato dall’assessore Cerullo ad avere un incontro proprio nella mattinata odierna al fine di concordare un percorso condiviso, considerato che oggi l’impresa, a cui sono stati appaltati i lavori di adeguamento della struttura sportiva di Viale Barassi, prenderà possesso del cantiere. Probabile che il Pastena possa addirittura chiudere i battenti a tutti, per almeno 90 giorni, per permettere i lavori dovuti. Nell’aula consiliare ci sono poliziotti in divisa e in abiti civili, con la polizia municipale, ma non c’è stata necessità di adottare misure repressive. La sindaca ha riferito che questi problemi di ordine pubblico ci sono in tutti i Comuni e lei non è che è capo di un’azienda privata libera di fare ma è alla testa di un ente pubblico. Pertanto, condizionata da leggi e vincoli di bilancio, ribadendo che la sicurezza deve essere garantita dalle forze dell’ordine. Sostenendo che al Prefetto più volte ha ribadito questa emergenza ma la risposte sono state sempre esigue.









