sabato, Dicembre 6, 2025

Salerno. Chiesa di San Giorgio: domani l’esecuzione del “Crux Fidelis” di Paolo Orlandi in prima assoluta

Domani, domenica 13 aprile, nella Chiesa di San Giorgio a Salerno, alle ore 19.30, verrà eseguito in prima assoluta il Crux Fidelis del giovane compositore Paolo Orlandi. Un progetto che saluta il patrocinio del Mic, nato dalla sinergia del violoncellista e direttore d’orchestra Francesco D’Arcangelo, direttore artistico dell’Associazione Gestione Musica e di Salerno Classica e le Voci bianche “Il Calicanto”.

La serata verrà inaugurata con il “Crux Fidelis” per coro femminile violoncello e pianoforte che vedrà unite le formazioni corali dell’ Estro Armonico e del Calicanto, dirette da Silvana Noschese, con al violoncello Francesco D’Arcangelo e al pianoforte Marianna Meroni. L’opera è ispirata all’omonimo inno gregoriano composto da Venanzio Fortunato nel 570. Si tratta di un inno adatto alla Liturgia del Venerdì Santo ma anche alla Liturgia delle Ore durante la Settimana Santa e alle feste della Croce. La composizione elabora il materiale musicale tratto dall’inno gregoriano e lo trasforma in una dolce meditazione accompagnata da violoncello e pianoforte che simboleggiano rispettivamente la croce e il rifiorire della vita che da essa scaturisce.

Seguirà una particolare esecuzione dello Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi dove oltre alle due voci femminili, il soprano Anna Corvino e il mezzosoprano Michela Rago, verrà schierato il coro femminile e l’orchestra sempre sotto la direzione di Silvana Noschese. Di sicura provenienza è invece il già citato Stabat Mater, considerato l’icona sacra più emblematica di Pergolesi, commissionato con tutta probabilità da Marzio IV Carafa duca di Maddaloni, protettore del compositore, per i Cavalieri dell’Arciconfraternita della Beata Vergine dei Sette Dolori, e scritto tra il 1735 e il 1736 a Pozzuoli negli ultimi mesi di vita.

Il testo della sequenza latina si rifà al momento di dolore in cui Maria piange il figlio in croce e nel contemplare e pregare la Vergine durante lo Stabat, il fedele doveva mostrare una partecipazione commossa, di vero pathos sentimentale, quasi come veniva raffigurato da una certa iconografia settecentesca. Pergolesi cercava quindi, a questo fine, una immediatezza emotiva che era solita appartenere più alla sfera operistica che sacra.

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